nota Ufficio Stampa Comune Recanati
Lo spiega l’assessore ai Lavori Pubblici e Vice Sindaco Roberto Bartomeoli che dice “L’obiettivo è rendere fruibile uno spazio verde di proprietà comunale situato sotto la curva del Colle dell’Infinito”

Un’importante opera di recupero urbano legata alla sostenibilità: partono infatti i lavori di riqualificazione ambientale del “Pincetto”, progetto finanziato dalla Regione Marche attraverso il bando per le infrastrutture verdi. “L’obiettivo – spiega Roberto Bartomeoli, assessore ai Lavori Pubblici e Vice sindaco di Recanati – è quello di rendere fruibile uno spazio verde di proprietà comunale situato sotto la curva del Colle dell’Infinito. Si tratta di una piccola zona di notevole interesse pubblico, in passato molto frequentata ed utilizzata come luogo di ritrovo e socializzazione per cittadini, tanto che era presente anche una piccola superficie dedicata al gioco delle bocce” L’area è chiusa da anni e versa in uno evidente stato di incuria, tanto che lo stesso casottino situato al di sotto della terrazza panoramica si trova in condizioni di degrado.
I lavori inizialmente riguarderanno l’eliminazione delle piante non autoctone cui seguirà la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica per il consolidamento del terreno. Verrà inoltre realizzato un percorso pedonale di circa 120 metri di lunghezza, che consentirà una variante alla passeggiata leopardiana. Il passaggio scenderà sotto la curva del Colle dell’infinito per poi risalire su via via Colombella. Infine è prevista la messa a dimora di piante autoctone per il miglioramento e la valorizzazione della biodiversità locale.
Questo intervento – riprende l’assessore Bartomeoli – rappresenta il primo passo verso il recupero e la valorizzazione di un’importante area dal punto di vista ambientale e paesaggistico del nostro territorio, quella interessata dal Piano Particolareggiato del Colle dell’Infinito, in vista di un potenziale futuro ampliamento dei sentieri verso valle.
Il cantiere è stato poi studiato per avere un impatto minimo sulla viabilità. Solo in alcuni giorni si farà ricorso ad un senso unico alternato con impianto semaforico”.
L’importo totale dei lavori, Il cui completamento è previsto entro marzo 2026, è pari ad e 175.600.



14 commenti
La zona che porta dal belvedere al crocifisso ci sono tante piante da sistemare ed abbattere
Se invece di riempirsi la bocca con altisonanti espressioni, vedi ‘riqualificare’ con ‘piante autoctone’, chi di dovere avesse semplicemente curato e mantenuto la rigogliosa e abbondante vegetazione preesistente (che, tra l’altro, non risulta provenisse dall’altro capo del globo), non solo si sarebbero risparmiate cataste di soldi (ma, tanto, quando paga Pantalone sono tutti munifici o, per meglio dire, spendaccioni) ma, soprattutto, la fuibilità effettiva del Pincetto sarebbe stata pressoché immediata e non invece rinviata di almeno due lustri. Difatti, pensare che le essenze da porre ora a dimora cresceranno in una manciata di mesi tanto da pareggiare quelle preesistenti è, eufemisticamente parlando, una pia illusione o, meglio, per citare il mitico ragionier Ugo, una boiata pazzesca.
Il tutto senza contare il gravissimo danno prodotto tramite lo sciagurato disboscamento alle decine di specie animali (uccelli, roditori, insetti, etc.) che fino ad allora avevano potuto contare su un ottimo e tranquillo habitat ove vivere.
E poi tutti a (stra)parlare di cultura green ed ecologia … ma fatemi il piacere!
grandeeeee— ottimo– avanti cosi– grazie bart
Anonimo 16,18 concordo
Si abbatte per riqualificare come se gli alberi fossero arredi,
il verde dà benefici ecosistemici agli uomini e agli animali, quindi più gli alberi sono grandi meglio è ……togliere per mettere piante “autoctone” è un grave errore.
la capacità di eliminare dall’atmosfera il carbonio aumenta con l’età della pianta, quindi sono rarissimi i casi in cui è bene tagliare.
gli alberi sono nostri alleati, le colonne del cielo riducono il calore, frenano il terreno, assorbono CO2 e filtrano le polveri sottili. anziché rispettarli e proteggerli continuiamo ad abbatterli anche in città. Proprio domani sarà la giornata dell’albero e noi a Recanati festeggiamo così.
Dovrebbe dimettersi. Altro che riqualificazione.
La riqualificazione dovrebbe essere fatta alla giunta.
grazie, state prendendo in mano una situazione che era degenerata
fortuna che la disgrazia era fiordomo, che pochi metri più avanti ha fatto peggio di Attila.
siete della stessa pasta, ma in versione più scadente.
adesso comando io e faccio come cazzo me pare.
ci piantererete l’ebe aromatiche che Leopardi avrebbe utilizzata per fare la frittata, più di li non arrivate.
Era solo da pulire. Non è uno spazio fruibile, è un greppo. E chiudete quella stanza sotto, altrimenti sarà un perfetto covo per gli spacciatori. Sistemate la situazione pulmini e mensa,che è un grosso problema per centinaia di famiglie
eliminare alberi grandi è un errore, anche se non “autoctone” (cosa saranno mai? Eucalipti non ne ho visti)
per il resto va bene ripristinare l’area, ma poi ricordiamoci della manutenzione.
Le precedenti amministrzioni hanno risparmiato fino all’osso sulle manutenzioni per poter spendere in altri capitoli di bilancio, non ripetiamo questo errore
Eh sì tagliate tutto e rovinate un micro ecosistema che non dava fastidio a nessuno, complimenti, fate come vi pare
cari compagnucci della parrocchietta non vi sta mai bene un ……………………
Era un’anfratto di vegetazione e basta! Era giusto riqualificarla specialmente li! Vicino al Colle dell’Infinito.
Se sono stati abbattuti alberi di Ailanto (non autoctoni) non é un danno anzi; si migliora la crescita di altri alberi.
16:31 Come aprir bocca e darle fiato (ossia pigiare sui tasti e scrivere sciocchezze).
Il Pincetto (ovviamente sino a quando è stato costantemente curato e correttamente mantenuto, attività peraltro necessaria per qualsiasi giardino pubblico) era una bellissima propaggine del Colle dell’Infinito, consentendo di immergersi veramente nella quiete della natura.
Avrebbe quindi meritato una vera ‘riqualificazione’, da attuarsi nel rispetto della configurazione preesistente, non certo tramite un barbaro e indiscriminato disboscamento (incidentalmente, le piante oggetto di abbattimento erano a dimora da più di mezzo secolo, e tanto basterebbe per definire scellerata l’opera svolta, dunque a prescindere dal fatto che fossero o meno autoctone: e poi, chi sarebbe il solone che ha stabilito che le piante autoctone debbano avere priorità tale da consentire l’estirpazione/abbattimento di quelle alloctone?).
Il Leopardi avrebbe certamente riservato agli autori dello scempio un salace commento, quantomeno nello Zibaldone, a imperitura memoria della loro evidente miopia (educato eufemismo)