18 e 20 novembre – Gli alunni delle classi prime e seconde della scuola secondaria di primo grado San Vito hanno vissuto un’esperienza formativa speciale grazie al Fotocineclub di Recanati, che ha guidato ragazze e ragazzi in un coinvolgente minicorso di fotografia. Due mattinate e un pomeriggio intensi, dedicati alla scoperta della fotografia non solo come tecnica, ma soprattutto come linguaggio artistico e narrativo. L’obiettivo degli incontri è stato infatti quello di mostrare come uno scatto possa diventare un vero e proprio ponte tra osservazione e racconto, capace di trasformare ciò che si vede in una storia personale e significativa.

Il corso si è aperto con una introduzione alla composizione fotografica, alle regole dello sguardo e al modo in cui la scelta dell’inquadratura può cambiare completamente il significato di un’immagine. Dopo aver acquisito queste prime basi, gli alunni sono stati invitati a cimentarsi nell’attività “Racconta il tuo mondo in 5 scatti”, direttamente collegata al tema del progetto lettura dell’Istituto dal titolo Con uno sguardo sul mondo. La seconda parte del percorso ha approfondito le caratteristiche del fotoreportage, mostrando come la fotografia possa documentare la realtà e raccontare storie vere con attenzione e anche uno sguardo divertito verso ciò che ci circonda. Grazie ai consigli degli esperti del Fotocineclub, i giovani fotografi hanno iniziato a immaginare i propri mini-reportage personali, che svilupperanno nelle settimane successive.

Il lavoro si concluderà con una mostra fotografica, compresa fra le attività del Progetto Lettura che da quest’anno si chiamerà Badaloni fuoriClasse. Recanati accende … la lettura, un appuntamento attesissimo che offrirà al pubblico la possibilità di ammirare gli scatti realizzati dai ragazzi e di scoprire il loro sguardo originale sul mondo.
L’entusiasmo degli alunni è stato subito evidente: molti hanno dichiarato di non immaginare quante scelte, quanta attenzione e quanta creatività potessero celarsi dietro una semplice fotografia. L’esperienza li ha avvicinati a una forma d’arte che unisce emozione, tecnica e racconto e che ora non vedono l’ora di esplorare ancora.
Un percorso che, come una buona fotografia, ha messo a fuoco non solo il mondo attorno ai ragazzi, ma anche la loro capacità di osservare, interpretare e raccontare.


