Nel cuore del cimitero civico di Recanati riposa una figura significativa della storia artistica locale: Giacomo Braccialarghe. Oggi, però, la sua sepoltura si presenta in condizioni tali che sulla lapide non sono più leggibili né la data di nascita né quella di morte, cancellando di fatto un’importante testimonianza della memoria cittadina che meriterebbe invece di essere recuperata e valorizzata.
Nato a Recanati nel 1829 e scomparso nel 1922, Braccialarghe fu un orafo, incisore e bulinatore di notevole talento, apprezzato per l’elevata qualità tecnica e artistica delle sue lavorazioni. La sua attività si distinse in particolare nella lavorazione dei metalli, nella realizzazione di rilievi e medaglie e nelle incisioni su rame e oro, collocandolo tra quegli artigiani-artisti dell’Ottocento italiano capaci di fondere sapientemente abilità artigianale e ricerca figurativa, dando vita a opere di grande raffinatezza.
Una parte della sua produzione è oggi conservata nella sezione di arte moderna e contemporanea del Museo Civico di Villa Colloredo Mels, dove il suo nome compare accanto a quello di altri protagonisti dell’arte locale, a testimonianza del contributo offerto alla tradizione artistica recanatese.
Nonostante il valore storico e culturale che rappresenta, la tomba dell’artista versa attualmente in uno stato di marcato degrado. Non è chiaro se la sepoltura sia ancora di proprietà privata o se esistano eredi, ma un intervento di recupero, accompagnato da un adeguato apparato informativo, potrebbe restituire dignità al luogo, trasformandolo non solo in uno spazio di memoria, ma anche in un punto di interesse culturale per cittadini e visitatori.
Un’operazione di questo tipo si inserirebbe nel crescente impegno verso la tutela e la valorizzazione dei cosiddetti beni culturali minori e rappresenterebbe un significativo tributo a uno degli interpreti più rilevanti dell’arte locale.


