nota Ufficio Stampa del Comune
Le aree circostanti lo storico palcoscenico recanatese poste sotto tutela indiretta dall’Ente per la salvaguardia del decoro della struttura. Sotto la lente d’ingrandimento finiscono dehors e parcheggi circostanti. Il Comune accoglie le osservazioni, ma presenta idee per tutelare anche il tessuto cittadino.
Lo storico Teatro Persiani, vero fiore all’occhiello della cultura recanatese e palcoscenico di molte rappresentazioni e momenti di grande importanza per la vita cittadina, è in lizza per la candidatura a Patrimonio Unesco assieme a tanti altri teatri all’italiana, oltre ad essere già inserito nella lista dei 401 teatri dichiarati Monumento nazionale dalla Camera dei Deputati. È anche per queste prestigiose motivazioni che la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Ascoli Piceno-Macerata-Fermo ha comunicato al Comune di Recanati l’avvio del procedimento per la tutela indiretta delle aree circostanti il “Teatro Giuseppe Persiani”, ai fini della salvaguardia dell’integrità e delle condizioni di prospettiva, luce, ambiente e decoro del Persiani, stabilendo la necessità di creare i presupposti necessari affinché la facciata sia il più possibile sgombra da impedimenti visivi e non coerenti con il contesto storico in cui è inserito.
Le vie e le aree direttamente interessate dall’azione della Soprintendenza riguardano Largo Piero Cesanelli, parte di Via Cavour, Piazzale Mariano Luigi Patrizi, Vicolo Del Teatro, Vicolo S. Michele e Scalinata Sibillini, ovvero l’intero perimetro del teatro. In queste aree, pertanto, non sarebbero ammessi parcheggi, dehors, strutture e/o allestimenti che compromettano la percezione visuale della facciata del Teatro. Inoltre, nelle facciate dei palazzi prospicienti le aree pubbliche tutelate non sono ammesse apposizioni di macchinari per il condizionamento dell’aria, condotti di ventilazione e/o tubi per aspirazione dell’aria.
L’Amministrazione comunale di Recanati, dal canto suo, ha riconosciuto la necessità, espressa dalla Soprintendenza, di attuare tutte le misure necessarie alla valorizzazione storico-architettonica e artistica del Teatro Persiani, accogliendo con assoluto favore l’iniziativa volta a conservare l’integrità e l’identità di un bene architettonico tanto prezioso per la comunità recanatese. Tuttavia, la Giunta ha anche segnalato, nelle controdeduzioni inviate all’Ente, la necessità di tutelare il Teatro e, contemporaneamente, l’integrazione delle attività commerciali e le esigenze dei cittadini residenti nel centro storico, cui si riconosce la possibilità di sostare con la propria auto negli stalli previsti.
Tra le considerazioni più importanti inviate dall’Amministrazione, rientra la disciplina dei dehors delle attività commerciali. Le proposte formulate per Vicolo Belvedere, Piazzale Patrizi e Via Cavour riguardano la modifica della prescrizione riferita ai dehors, prevedendo la possibilità di autorizzare dehors stagionali costituiti da tavoli, sedie, ombrelloni, fioriere, pedane e barriere antismog, il tutto costituito di materiali coerenti con il contesto storico, quali rattan, corten o vernici scure. La proposta non vale invece per Largo Piero Cesanelli, se non in deroga per alcune festività cittadine, dove anche l’Amministrazione riconosce la necessità di non ostruire il campo visivo sul Teatro.
C’è poi la questione dei parcheggi, non solo per i residenti ma anche per i diversamente abili. In questo caso, il Comune ha richiesto la possibilità di riperimetrare l’area di esclusione per poter lasciare intatti gli stalli previsti per l’ingresso al Museo Beniamino Gigli riservati ai portatori di handicap, ma anche la possibilità di riservare, almeno per il periodo invernale, dei parcheggi riservati ai residenti su uno dei lati di Piazzale Patrizi e altri nella parte posteriore del Teatro, raggiungibili da Vicolo San Michele e sempre da riservare ai residenti.
L’Amministrazione è pronta al confronto con la Soprintendenza su questi e altri punti del provvedimento, nella convinzione che entrambi gli Enti stiano procedendo sulla stessa lunghezza d’onda per riservare al Teatro Persiani la valorizzazione e la preservazione che merita in quanto patrimonio culturale di assoluto interesse.



6 commenti
invece il cinema di fronte e l’ex gran bar possono tranquillamente rimanere chiusi, con vetrine fatiscenti, che lasciano vedere all’interno un’incuria scandalosa? Quello va bene….
Le scale che portano all’ex-EXTRA (il fù Barfly che fù Venieri che fù Coccoverde) fanno pena, sporco indecente ed abbandono totale. Il locale stesso abbandonato, dentro non hanno avuto neanche la volontà di nascondere tavoli e materiali dal giorno della chiusura, una vergogna solo passarci davanti. Un luogo che il comune dovrebbe riprendersi e rivalutare, così come la “Galleria Guzzini”, restaurata, aperta per pochi e poi chiusa da anni… poveri soldi nostri! Insomma, a Recanati è tutto chiuso, dalle mentalità agli immobili. Che tristezza. Però abbiamo dei bei bagni, ci vengono da fuori ad ammirarli. Grazie.
tutto per tre spettacoli all’anno? quanto costa mantenerlo?
Giustissimo, annate a magna altrove
recanati la città dei vincoli, o meglio dei vinculi
esattamente paese perché è Recanati dei Vincoli………con continuo stolkeraggio e massacro dei residenti non se ne può più
cosa ci facciamo con questa carta dell’UNESCO?? poi fatta dalla vecchia amministrazione così si fice
mah!!!!
i residenti e fortuna i residenti che ancora animano questo centro
sempre chiuso con ztl e altro
abbiate il coraggio di cambiare gli ultimi 40 anni che hanno contribuito ad affossare il centro storico
INCOMINCIATE
e il commercio ve ne sarà grato
non ste carte di UNESCO insignificanti con la sovraintendenza che mette paletti
L’Amministrazione comunale cerca il solito compromesso all’italiana, per tentare di salvare capra e voti! La tutela e la salvaguardia del centro storico non può essere affidata alla volubilità di questo o quell’assessore comunale, ma deve rispondere a rigidi criteri architettonici e storici. Ci sono antiche e importanti città del centro Italia, tanto per fare un esempio, che per mantenere l’immagine caratteristica dei tetti degli edifici, conosciuta universalmente, ha vietato l’installazione delle pessime parabole satellitari e imposto l’uso di tegole in terracotta.