Proseguono le indagini dei carabinieri forestali e della Procura di Macerata sul macabro ritrovamento di decine di carcasse di animali in un terreno isolato nei pressi dell’ex Nuova Pignone, a Porto Recanati, in un’area vicina a Villa Musone e al confine con il territorio di Loreto.
Il numero dei resti rinvenuti è salito a 28, dopo che nella mattinata di ieri un ulteriore sopralluogo ha portato alla scoperta di altre 13 carcasse, in gran parte ridotte ormai a scheletri. Si tratterebbe prevalentemente di cani, ma tra i resti sarebbe stato individuato anche quello di un gatto. I nuovi ritrovamenti si aggiungono ai primi rinvenuti tra sabato e domenica.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti preliminari, le carcasse non risalirebbero tutte allo stesso periodo. Alcuni resti, ancora parzialmente integri, farebbero pensare a decessi recenti, avvenuti pochi giorni prima del ritrovamento; altri, invece, si presentano in avanzato stato di decomposizione e sarebbero riconducibili a episodi molto più datati, risalenti anche a diversi mesi o anni fa. Un elemento che rafforza l’ipotesi di abbandoni ripetuti nel tempo.
Gli animali erano stati gettati in sacchetti di plastica, in alcuni casi deteriorati dal tempo, e nascosti in una scarpata difficilmente accessibile, nei pressi di un cavalcavia dell’autostrada. Nell’area sarebbero stati trovati anche bossoli di cartucce da caccia, dettaglio che contribuisce a delineare un contesto di utilizzo illecito e indisturbato della zona.
La scoperta è avvenuta grazie alla segnalazione di una volontaria dell’associazione animalista, che, durante una passeggiata con il proprio cane, ha notato i primi resti in un’area particolarmente isolata e lontana da sguardi indiscreti.
Gli inquirenti escludono al momento l’ipotesi di un serial killer di animali. «Non siamo di fronte a un’azione ripetuta di violenza diretta – ha spiegato il tenente colonnello Simone Cecchini, comandante dei carabinieri forestali di Ancona – ma piuttosto a un sistema illecito di smaltimento delle carcasse, messo in atto per evitare i costi e le procedure previste dalla legge».
La Procura di Macerata ha aperto un fascicolo per uccisione di animali e ha disposto accertamenti approfonditi. I resti sono stati affidati all’Istituto zooprofilattico, che effettuerà gli esami autoptici per chiarire le cause della morte e fornire indicazioni utili alle indagini.
Nel frattempo, i carabinieri del Nucleo investigativo e della Scientifica stanno analizzando sacchetti, nastri adesivi e altri materiali utilizzati per l’abbandono, nel tentativo di risalire ai responsabili. In alcuni casi, i sacchi utilizzati sarebbero quelli comunemente impiegati per il cibo per animali.
L’ipotesi investigativa è che possano esserci più soggetti coinvolti, responsabili di abbandoni avvenuti in momenti diversi, trasformando nel tempo quell’area in una vera e propria discarica abusiva di carcasse animali.

