Il giovane, R.M., era fuggito venerdì sera dopo aver aggredito la madre nella loro abitazione. Le ricerche, riprese all’alba dopo una notte di presidio in porto, si sono concentrate sin dall’inizio nell’area del motopontone, dove poco dopo mezzogiorno i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno individuato il corpo in acqua.
Secondo quanto emerso dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, il ragazzo sarebbe stato visto dirigersi verso la banchina, gettarsi in mare, riemergere e poi tuffarsi nuovamente. L’auto era stata trovata ieri pomeriggio, aperta, all’ingresso del porto di Civitanova Marche, elemento che aveva indirizzato subito le ricerche in quell’area.
La zona portuale è stata “blindata” durante le operazioni di recupero, coordinate dai vigili del fuoco con il supporto della Capitaneria di porto e dei carabinieri. Una volta riportato a riva, il corpo è stato posto sotto un telo bianco in attesa degli accertamenti del medico legale, il dottor Antonio Tombolini, giunto sul posto per gli adempimenti di rito.
Le ricerche erano scattate ieri intorno alle 15 e sono proseguite anche nelle ore notturne con un presidio fisso, prima di essere intensificate questa mattina con l’impiego dei sommozzatori.
Resta ancora da chiarire il movente dell’aggressione avvenuta venerdì sera nell’abitazione di Pollenza. Dopo cena il giovane avrebbe colpito la madre, 53 anni, prendendola a pugni al volto, per poi allontanarsi. La donna, estetista, è ricoverata all’ospedale di Macerata: si trova in coma farmacologico ma, secondo le informazioni disponibili, non sarebbe in pericolo di vita.
La vicenda, che ha scosso profondamente le comunità di Pollenza e Civitanova, resta ora al vaglio degli inquirenti per ricostruire con esattezza le ultime ore del ragazzo e le cause che hanno portato al tragico epilogo.

