Nelle Marche il dibattito sulla sanità resta più che mai acceso.
Dalle liste d’attesa ancora troppo lunghe ai pronto soccorso sovraffollati, fino alle difficoltà della medicina territoriale e agli ospedali di comunità che faticano a incidere realmente, molti cittadini continuano a segnalare criticità strutturali, nonostante gli annunci sulle prestazioni aggiuntive nel fine settimana.
C’è poi un dato che colpisce e che ormai si ripete da anni: oltre un marchigiano su dieci rinuncia alle cure. Un numero che interroga profondamente il sistema sanitario pubblico regionale.
Guardando alla provincia di Pesaro e Urbino – storicamente considerata territorio pilota delle politiche sanitarie marchigiane – emerge il caso delle strutture di Muraglia, nel comune di Pesaro, che ha acceso ulteriori polemiche: dalla demolizione delle strutture esistenti al trasferimento dei pazienti psichiatrici in una sede temporanea in affitto, mentre il progetto del nuovo ospedale è ancora in discussione in conferenza dei servizi.
E poi il nodo politico più ampio: il cosiddetto “nuovo ospedale” di Muraglia. Con una previsione di circa 120 posti letto in più rispetto alla dotazione attuale, c’è chi sostiene che si tratti, di fatto, della riproposizione del progetto degli ospedali unici provinciali, con il rischio di un progressivo depotenziamento di altre strutture come quella di Fano.
Di tutto questo parliamo con Beatrice Marinelli, responsabile regionale di Evoluzione della Rivoluzione, giovane movimento politico marchigiano che alle ultime elezioni regionali si è presentato per la prima volta, risultando la terza forza politica.

