Freddo cemento, una fotografia sbiadita e qualche vasetto di fiori tristi: ecco come si presenta oggi quella che un tempo era una bellissima e storica edicola votiva dedicata alla Madonna, situata all’incrocio tra via Trento e viale Nazario Sauro a Recanati. La sua fine è stata la scelto del proprietario dell’immobile che l’ha rimossa e deciso di inglobarla nel nuovo muro di recinzione. Un intervento che ha immediatamente suscitato proteste e acceso un vivace dibattito tra i residenti che, però, non è riuscito a fermare la sua distruzione.
Per placare le polemiche si era giunti a un accordo: ricostruire l’edicola, rendendola nuovamente visibile e accessibile dal marciapiede. Tuttavia, a oggi, quel compromesso sembra vacillare. Il nuovo manufatto, ancora incompleto, si presenta come una semplice nicchia ad arco ricavata nel muro, priva di finiture e decorazioni.
Tra i residenti cresce anche il timore che nella lunetta non verrà ricollocato l’affresco storico della Madonna, bensì una sua semplice riproduzione fotografica protetta da vetro. Un’ipotesi che, se confermata, verrebbe vissuta come una vera e propria beffa.
Non si tratta soltanto di una questione estetica o religiosa, ma di identità e memoria collettiva. Quell’edicola rappresentava un simbolo radicato nel tempo, legato alla devozione e alla storia del quartiere. Sostituirla con un’immagine stampata significherebbe svuotarla del suo valore originario.
A rendere la situazione ancora più critica sono i ritardi nei lavori. La pratica edilizia prevedeva interventi ben definiti – dall’inserimento dell’immagine votiva alla teca in vetro, fino agli intonaci, alla tinteggiatura e alla sistemazione del marciapiede – ma il cantiere appare fermo a metà, lasciando i cittadini in attesa di una conclusione che continua a slittare.


