Una testimonianza personale che diventa una riflessione più ampia sul funzionamento della sanità pubblica e sul rapporto tra cittadino e amministrazione.
Franco Battaglia racconta la propria esperienza con l’amministrazione sanitaria del Friuli Venezia Giulia e, in particolare, con ASUGI, l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina.
Il punto di partenza è una vicenda apparentemente semplice: la necessità di scegliere un medico di medicina generale. Un’esigenza quotidiana che, secondo quanto racconta Battaglia, si è trasformata in un percorso tutt’altro che semplice,
Da qui nasce una riflessione che va oltre il singolo caso. Se il cittadino ha un diritto, quanto deve essere difficile esercitarlo? E soprattutto: la pubblica amministrazione deve limitarsi ad applicare procedure e regolamenti oppure deve essere realmente orientata a risolvere i problemi di chi utilizza i servizi?
Battaglia distingue nettamente, nella sua esperienza, la qualità del lavoro del personale medico e infermieristico – che giudica con grande favore – dalle criticità che attribuisce invece alla gestione amministrativa. Una distinzione importante, perché la sua critica non riguarda la professionalità dei sanitari, ma il modo in cui il sistema burocratico accompagna, o non accompagna, il cittadino nell’accesso ai servizi.
Nell’intervista si parla anche del servizio digitale Sesamo, della possibilità concreta di scegliere il proprio medico di base, della sentenza del Consiglio di Stato richiamata da Battaglia e delle responsabilità della politica e della dirigenza amministrativa.
Il caso solleva così una domanda più generale, che riguarda non soltanto Trieste e il Friuli Venezia Giulia: quando la burocrazia diventa un ostacolo, chi tutela il cittadino?


