Freddo cemento, una fotografia sbiadita e qualche vasetto di fiori tristi: ecco come si presenta oggi quella che un tempo era una bellissima e storica edicola votiva dedicata alla Madonna, situata all’incrocio tra via Trento e viale Nazario Sauro a Recanati. La sua fine è stata la scelto del proprietario dell’immobile che l’ha rimossa e deciso di inglobarla nel nuovo muro di recinzione. Un intervento che ha immediatamente suscitato proteste e acceso un vivace dibattito tra i residenti che, però, non è riuscito a fermare la sua distruzione.
Per placare le polemiche si era giunti a un accordo: ricostruire l’edicola, rendendola nuovamente visibile e accessibile dal marciapiede. Tuttavia, a oggi, quel compromesso sembra vacillare. Il nuovo manufatto, ancora incompleto, si presenta come una semplice nicchia ad arco ricavata nel muro, priva di finiture e decorazioni.
Tra i residenti cresce anche il timore che nella lunetta non verrà ricollocato l’affresco storico della Madonna, bensì una sua semplice riproduzione fotografica protetta da vetro. Un’ipotesi che, se confermata, verrebbe vissuta come una vera e propria beffa.
Non si tratta soltanto di una questione estetica o religiosa, ma di identità e memoria collettiva. Quell’edicola rappresentava un simbolo radicato nel tempo, legato alla devozione e alla storia del quartiere. Sostituirla con un’immagine stampata significherebbe svuotarla del suo valore originario.
A rendere la situazione ancora più critica sono i ritardi nei lavori. La pratica edilizia prevedeva interventi ben definiti – dall’inserimento dell’immagine votiva alla teca in vetro, fino agli intonaci, alla tinteggiatura e alla sistemazione del marciapiede – ma il cantiere appare fermo a metà, lasciando i cittadini in attesa di una conclusione che continua a slittare.



10 commenti
Ma non rompete le scatole! E’ stata per anni senza manutenzione, non fregava niente a nessuno. Me la ricordo invasa dalle erbacce e dall’edera senza nessuno che faceva un minimo di manutenzione ed adesso facciamo tutte ste polemiche? Ma facciamola finita cortesemente.
Ma cosa dice? e’ stata sempre in ordine e c’erano state portate tovagliette intagliate e con decori all’uncinetto fatti a mano come segno di devozione.
Non diciamo bugie perche’ hanno le gambe molto corte.
L’altro giorno ho visto una lacrimuccia scendere dal viso rappresentato dalla fotografia sbiadita. Poi mi sono accorto che pioveva.
Ave, Maria, gràtia plena, Dominus tecum …
prega per noi peccatori
adesso e nell’ora della nostra morte
sempre più probabile se qualcuno non abbatte i DIAVOLI : Trump, Putin, Nethaniau e Zelensky, Hamas e compagnia bella
Amen
Anonimo delle 10.05 Lei è una persona disattenta. L’edicola era posta nella casa dei Vincenzoni, i quali, specialmente la signora Adriana hanno sempre accudito l’edicola. I signori suddetti sono deceduti e quindi per tutti quelli affezionati alla Madonnina è stato difficile entrare nella proprietà, ma le assicuro che fuori da quel cancelletto le persone si fermavano a dire la loro preghiera. La cosa è stata gestita male, non voglio cercare i colpevoli perchè ormai non serve a niente, però sappia che ce la faremo finita a malincuore, sia per motivi di fede , che di tradizione. E anche per non essere presi in giro da quella persona che aveva assicurato un’edicola piccola ma con una effige della Madonna.
Che orrore, complimenti al proprietario
manco BAMO poteva concepire un obbrobrio simile
Anonimo delle ore 10,05
Dubito che lei sia veramente di Recanati .
Recanati è ricca di edicole sacre e immagini votive, testimonianze di fede popolare diffuse sia nel centro storico che nelle contrade e quella della “Madonnetta” in fondo a via Trento era certamente la più bella.
Poteva essere rifatta incastonandola nel muro in maniera molto più decorosa, tipo quella che esiste all’angolo tra via Angelita e via dei Cappuccini vecchi: avrebbe avuto una dimensione più ridotta mantenendo, però, la tipologia di edicola.
La nicchia ricavata nel muro, che non contiene niente, è invece di uno squallore indescrivibile.
E il quadro della Madonnina esposto nell’edicola demolita che fine ha fatto?
I lavori sono fermi da mesi ed è apparso un cartello “VENDESI”.
Chi ha deciso che l’eventuale nuovo acquirente non avrebbe gradito la presenza dell’edicola?
Nel 2014 è stata demolita anche quella in fondo a via Gherarducci ma, una volta fatta la rotatoria, è stata ricostruita nel 2024 grazie alla famiglia Prosperi e al Comune.
Non capisco come in questo caso l’Ufficio tecnico del nostro Comune possa aver permesso questo scempio con la conseguente costruzione di un alto muro (per motivi di sicurezza?), che aumenta la cementificazione e annullando un esempio di archeologia che fa parte della storia di Recanati.
Ma perchè non pensate alla Chiesa di Bagnolo dove 15 anni fa sono stati spesi 400.000 euro e ancora c’è lo scheletro di cemento. Tutti soldi buttati via o alle decine di chiese chiuse perchè non ci sono i preti. Dobbiamo importare pure quelli. L’edicola era privato e credo che il proprietario possa fare quello che vuole o no?
Anonimo delle 10,05 non dice la verita’, ma non ci interessa.
E’ ora che intervengano il Comune e le pubbliche autorita’ a ristabilire le cose e soprattutto a farsi rendere l’originale!