Scrittore, saggista e fondatore del Movimento Libertario, Leonardo Facco è tornato in tour in tutta Italia per presentare i suoi ultimi lavori editoriali. Dopo Il collezionista di scontrini, Facco sorprende ancora con un nuovo thriller dal titolo “Sherlock Holmes, un libertario a Baker Street”, una rilettura originale del celebre detective di Conan Doyle in chiave libertaria.
Nel libro, Holmes diventa l’emblema dell’individuo libero: un uomo che agisce fuori dalle istituzioni, diffida del potere statale, difende la proprietà privata, il libero scambio e il valore sacro dei contratti. Un personaggio razionale, armato per autodifesa, vizioso ma non criminale, capace di ottenere risultati migliori dell’apparato pubblico grazie all’intelligenza individuale e alla responsabilità personale. Una figura che, secondo Facco, incarna perfettamente i principi del pensiero libertario: centralità dell’individuo, giustizia naturale, primato della ragione e superiorità dell’azione privata su quella statale.
Ma l’intervista non si ferma alla letteratura.
Con Facco affrontiamo anche i grandi temi dell’attualità internazionale e politica:
dal Venezuela post-Maduro, dove il chavismo sembra sopravvivere nonostante la caduta del suo leader, fino al ruolo degli Stati Uniti, alla transizione guidata da Delcy Rodríguez e alla liberazione di cittadini stranieri detenuti a Caracas, tra cui due italiani. Un confronto che mette in discussione le ambiguità della sinistra occidentale e le contraddizioni di chi invoca diritti solo quando fa comodo.
Si parla poi di Iran, delle rivolte represse dal regime teocratico, delle condanne a morte pronunciate “in nome di Dio” e del silenzio europeo sulle proteste del popolo iraniano, in netto contrasto con altre mobilitazioni di piazza molto più visibili.
Infine, uno sguardo all’Agertina di Milei ai risultati ottenuti rispetto alla politica fallimentare dell’Europa.


