Si chiude con una nuova sentenza una lunga vicenda giudiziaria legata a una spedizione punitiva avvenuta nell’agosto del 2018 nelle campagne di Recanati, quando un gruppo di uomini armati di bastoni fece irruzione in un casolare dove dormivano alcuni braccianti agricoli pakistani, colpevoli – secondo gli aggressori – di aver cambiato datore di lavoro.
Questa mattina il Tribunale di Macerata ha condannato Khalid Muhammad, 47 anni, pakistano residente a Recanati, a un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa. L’uomo era imputato per rapina e lesioni personali, ma il giudice ha derubricato la rapina in furto, riducendo così il quadro accusatorio.
I fatti risalgono alla sera del 14 agosto 2018, quando Muhammad, insieme ad altre persone per le quali si è proceduto separatamente, avrebbe partecipato a una vera e propria spedizione punitiva. Secondo l’accusa, il gruppo si sarebbe presentato armato di bastoni nell’abitazione occupata da due braccianti pakistani che avevano recentemente lasciato il lavoro presso un connazionale per essere assunti da una ditta concorrente.
Una volta entrati nel casolare, i due lavoratori sarebbero stati picchiati violentemente. Uno riportò una ferita al capo e contusioni a un braccio, con una prognosi di dieci giorni; l’altro venne medicato per un trauma al gluteo e all’anca destra, con sette giorni di prognosi. Durante l’aggressione, agli operai furono sottratti anche i telefoni cellulari.
Rimasti senza telefoni, i due riuscirono a uscire in strada chiedendo aiuto ad alcuni passanti, che allertarono il 112. I carabinieri avviarono immediatamente le indagini, riuscendo a risalire agli autori del raid e a recuperare i cellulari rubati nel corso delle perquisizioni.
La vicenda giudiziaria, particolarmente complessa, ha visto negli anni più procedimenti distinti. In un processo parallelo, concluso nei mesi successivi, cinque pakistani – individuati come esecutori materiali dell’aggressione – sono stati condannati dal Tribunale di Macerata a quattro anni e due mesi di reclusione per rapina e lesioni aggravate, mentre il loro datore di lavoro, inizialmente coinvolto, è stato assolto per non aver partecipato ai fatti.
Per uno dei condannati, un 24enne oggi residente a Reggio Emilia, nel novembre scorso è stato anche eseguito l’ordine di carcerazione, con l’arresto da parte dei carabinieri e il trasferimento in carcere per l’espiazione della pena.
La sentenza pronunciata oggi riguarda invece la posizione autonoma del 47enne Khalid Muhammad, difeso dall’avvocato Vanni Vecchioli, la cui responsabilità è stata riconosciuta in forma attenuata rispetto alle accuse iniziali.
Una vicenda che riporta alla luce faide interne tra gruppi di lavoratori stranieri, maturate nel contesto del lavoro agricolo stagionale, e che per anni ha impegnato magistratura e forze dell’ordine nel ricostruire ruoli e responsabilità di una notte di violenza che sconvolse la quiete delle campagne recanatesi.

Orario spettacoli:–>16:40-19.00—“La Grazia”
Orario spettacoli:–>21:15—“Una di Famiglia-La Governante”