Un cartello indica la presenza di un parcheggio riservato alle persone con disabilità.
Ma guardando meglio, nel parcheggio di Sant’Agostino, in via Passero Solitario, quel posto auto sembra esistere più sulla carta che nella realtà.
Lo stallo destinato ai veicoli muniti di contrassegno disabili presenta infatti una lunga serie di anomalie che ne mettono in discussione la regolarità e, soprattutto, l’effettiva possibilità di utilizzo da parte di chi dovrebbe beneficiarne.
La prima cosa che salta all’occhio è l’assenza totale della segnaletica orizzontale.
Niente strisce gialle, nessun simbolo della carrozzina dipinto sull’asfalto. Solo un cartello verticale che segnala la sosta riservata.
Ma la normativa è chiara: un parcheggio per disabili deve essere riconoscibile anche a terra. In questo caso, invece, lo stallo non si distingue dagli altri se non per una diversa colorazione delle mattonelle, una soluzione che non ha alcun valore previsto dal Codice della Strada.
Di fatto, chi arriva nel parcheggio non ha alcun elemento visivo immediato che indichi la presenza di uno spazio riservato.
C’è poi un secondo aspetto, forse ancora più rilevante.
Lo stallo per disabili ha le stesse identiche dimensioni di tutti gli altri parcheggi ordinari.
Eppure, chi si muove in carrozzina ha bisogno di spazio: per aprire completamente la portiera, per scendere dall’auto, per effettuare il trasferimento laterale, per risalire in sicurezza. È per questo che la legge prevede parcheggi più larghi o dotati di una fascia laterale di manovra.
Qui, invece, quello spazio non esiste.
Quando le auto occupano gli stalli vicini, l’uscita dal veicolo diventa semplicemente impossibile.
Il risultato è un paradosso evidente: un parcheggio formalmente riservato ai disabili che, nella pratica, non può essere utilizzato da molti disabili.
Un posto che dovrebbe garantire autonomia finisce per negarla.
Un servizio pensato per favorire l’accessibilità rischia di trasformarsi in un ostacolo.
La normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche non si limita infatti a prescrivere la presenza simbolica di parcheggi dedicati, ma impone che questi siano realmente fruibili, funzionali e sicuri.
Un parcheggio troppo stretto, privo di segnaletica e senza spazi di manovra non risponde a questi requisiti.
Le criticità emerse sono evidenti e facilmente risolvibili: adeguata segnaletica orizzontale, dimensioni conformi alla normativa, fascia di manovra laterale.
Interventi minimi, ma fondamentali, per trasformare uno stallo oggi solo nominale in un parcheggio realmente accessibile.

