RECANATI – Non è stato solo un reading, ma un viaggio collettivo dentro le pieghe più intime e coraggiose dell’animo umano. Nel pomeriggio di sabato 31 gennaio, il Centro di Quartiere di Santa Lucia ha ospitato la presentazione de “Il sapore delle mandorle”, il libro di poesie di Cristina Offidani, in un dialogo serrato e profondo con la curatrice e giornalista Nikla Cingolani.
«Il volume nasce dalla partecipazione al concorso di poesia “Primavera è donna” della Swanbook. Mi sono lasciata ispirare da una fotografia di mia nonna, sposa negli anni Quaranta in Puglia, immaginando i sentimenti nascosti dietro la posa ufficiale. Dopo aver conquistato il quarto posto con la poesia “Foto di nozze” e aver ricevuto altri riconoscimenti, ho deciso di rispondere alla proposta editoriale inviando una raccolta di poesie scritte dall’adolescenza ad oggi, con particolare attenzione ai temi femminili. A ottobre dello scorso anno, è stato pubblicato il mio primo libro», ha raccontato Cristina Offidani.
Davanti a un pubblico attento e partecipe – composto da cittadini, colleghe insegnanti e amici – l’incontro ha superato i confini di una semplice presentazione letteraria, trasformandosi in un momento di riflessione filosofica e sociale.
Nikla Cingolani ha guidato il pubblico nell’interpretazione della simbologia della mandorla, citando Mircea Eliade: “Per Eliade, una ierofania avviene quando il Sacro si manifesta attraverso un oggetto profano (una pietra, un albero, un frutto), senza però smettere di essere quell’oggetto. La mandorla diventa il veicolo attraverso cui si manifesta il “mistero della maternità” e la “scintilla divina” di cui parla Cristina Offidani. Il frutto “profano” si carica di un significato cosmico e sacro.” ha spiegato Cingolani.
Particolare commozione hanno suscitato le letture di poesie come “Aborto spontaneo” e “Senza di te”. Il dibattito che ne è seguito, alimentato anche dagli interventi delle insegnanti presenti, ha messo in luce alcuni temi centrali: l’autodeterminazione della donna e la narrazione del dolore invisibile. Cristina Offidani, vincendo quel “tuffo nel vuoto” del raccontarsi in prima persona, ha dimostrato come la metafora del sapore di mandorla associata alla donna suggerisca un’immagine potente, poiché la vera forza risiede nella capacità di rompere il guscio e mostrare la propria “sostanza solida e genuina”.
L’evento ha confermato quanto la figura della Offidani sia radicata nel territorio, non solo come autrice, ma come insegnante ai bambini con disabilità e come figura attiva nel sociale cimentandosi come burattinaia attraverso l’OdV “Bella è la vita”.
L’incontro si è concluso con l’auspicio che la poesia possa continuare a essere, come la mandorla, un seme di speranza capace di fiorire anche nei terreni più difficili.
I link delle poesie:
“Foto di nozze”
