Recanati saluta suor Barbara Brunalli che, dopo quattordici anni alla guida dell’Istituto Villaggio delle Ginestre, si appresta a lasciare l’incarico per assumere un nuovo e prestigioso ruolo. Da lunedì sarà infatti rappresentante legale dei 25 istituti Don Guanella presenti in Italia, tra residenze sanitarie assistenziali, centri di riabilitazione e scuole dell’infanzia.
Il suo arrivo a Recanati risale all’8 settembre 2012. «Era la mia prima esperienza nel campo della disabilità – racconta –. Ho dovuto conoscere gradualmente questa realtà, ma avevo un obiettivo chiaro: rendere il Villaggio sempre più aperto al territorio».
Un percorso che si è sviluppato seguendo l’insegnamento di don Guanella, fondatore dell’opera, che considerava queste strutture non semplici luoghi di assistenza, ma spazi di crescita e socializzazione. «Abbiamo lavorato per favorire il rapporto con la comunità – spiega suor Barbara – promuovendo attività culturali, sociali e ricreative e incentivando le uscite delle ospiti».
Oggi il Villaggio delle Ginestre accoglie 35 donne tra i 20 e i 70 anni in regime residenziale, affiancate da circa 15 utenti che frequentano il servizio diurno. A questi si aggiungono le attività ambulatoriali aperte anche all’esterno, un servizio sanitario radicato sul territorio fin dagli anni Settanta.
Numerose le iniziative portate avanti negli anni. Tra queste, diversi laboratori, dal cartonaggio alle attività legate alla natura, con l’utilizzo della serra e la lavorazione di materiali naturali. Non mancano i mercatini organizzati in occasione delle festività cittadine, così come nuovi progetti, tra cui una biblioteca interna che in futuro potrebbe essere aperta al pubblico, coinvolgendo direttamente le ospiti nella gestione.

Importante anche l’aspetto culturale e musicale, sviluppato attraverso collaborazioni con realtà locali. «La musica per le ragazze è molto significativa – sottolinea suor Barbara – perché suscita entusiasmo, partecipazione e momenti di grande condivisione».
Al centro del lavoro educativo resta sempre la persona. «Il bisogno principale delle persone con disabilità è essere accolte e valorizzate. Spesso ci si ferma alla disabilità e si perde di vista la persona. È fondamentale ascoltare anche ciò che non riescono a esprimere a parole e comprendere i loro reali bisogni, favorendo relazioni e occasioni di confronto con l’esterno».
Tra le prove più difficili affrontate durante il suo mandato c’è stato il periodo della pandemia. «È stato un momento complesso perché le ospiti non potevano rientrare in famiglia. Tuttavia si è rafforzato il senso di famiglia all’interno della struttura. Siamo riusciti a tutelare sia l’equilibrio psicologico sia la salute, senza registrare casi nel periodo più critico».
A raccogliere il suo testimone sarà suor Flora, già presente nella struttura da due anni, assicurando così continuità al lavoro svolto.
Nel lasciare Recanati, suor Barbara porta con sé soprattutto i rapporti umani costruiti nel tempo. «Conservo legami profondi con ospiti, famiglie e colleghi. Recanati mi mancherà molto. Ogni cambiamento rappresenta una sfida, ma fa parte del nostro cammino».