Alessandro Corvatta, cittadino recanatese, cantante e chitarrista della band marchigiana dei Capabrò, vola in semifinale al San Marino Song Contest: “Lavorare fa schifo” diventa manifesto generazionale.
Dal cuore delle Marche arriva una delle proposte più provocatorie di questa edizione: i Capabrò, trio alternative-pop dall’attitudine irriverente, hanno conquistato l’accesso alle semifinali del concorso sammarinese con il brano Lavorare fa schifo.
La band – che ha già superato le prime due fasi del concorso, sbaragliando la concorrenza di oltre 800 artisti provenienti da più di 40 Nazioni – punta dritta alla finale, forte della lunga gavetta fatta negli anni su e giù per i palcoscenici di tutta Italia e non solo.
Saranno tra i venti artisti in gara nella prima delle due semifinali che si terrà il 4 marzo, mentre la finale del 6 marzo assegnerà al vincitore il diritto di rappresentare la Repubblica all’Eurovision Song Contest.
Il pezzo non è soltanto una provocazione ma una dichiarazione d’intenti. La band lo racconta così:
“Lavorare fa schifo non è solo uno slogan, è una constatazione. Lavorare fa schifo quando il lavoro diventa tutto: identità, dovere, colpa, competizione, sfruttamento. Abbiamo voluto dirlo ad alta voce, senza filtri, in un pezzo sporco, vero, cinico e paradossalmente liberatorio”.
Il nuovo pezzo è già forte di un importante riconoscimento nazionale come vincitore del Premio del MEI (Meeting Etichette Indipendenti) 2026: “La Musica è Lavoro”, dedicato al sindacalista faentino Luigi Miserocchi, promosso da FAI CISL Romagna e che valorizza artisti che raccontano il valore e le tematiche del mondo del lavoro.
Una poetica coerente con il percorso del gruppo, che nel 2025 ha pubblicato l’album Educazione cinica, da cui sono stati estratti tre singoli.
Con il nuovo brano i Capabrò tornano a colpire con un linguaggio diretto e generazionale: tra sarcasmo sociale e disincanto, la loro candidatura si trasforma già in coro da pubblico, destinato a dividere – e probabilmente far cantare – molto più di quanto il titolo lasci immaginare.
Non sappiamo se l’Europa è pronta per i Capabrò ma quello che è certo è che i Capabrò sono pronti per l’Europa
