Stupore, sguardi estasiati e applausi unanimi per la compagnia di arti visive e danza The Muse Fam. Prima, durante e al termine dello spettacolo di venerdì sera, messo in scena nel Teatro Persiani di Recanati sold out.
L’anteprima nazionale di “Shakespeare – L’amore proibito che non poteva essere raccontato” si è aperta con l’emozione condivisa di Ettore Pelati, assessore alla Cultura di Recanati, e di Michele Antonio D’Apote, l’ideatore e regista, entrambi sul palco per i saluti di rito. Il filo conduttore della serata ha raggiunto la sua estremità con la commozione dei presenti per un’opera ammaliante, sofisticata e ricca di contaminazioni, dal ritmo incessante e con risvolti evocativi, a tratti onirici. Una rappresentazione capace di incuriosire per la vivacità di colori e coreografie, catturando l’attenzione per l’abilità dei nove artisti marchigiani di muoversi con leggiadria mista a vigore, fino a sembrare un corpo unico. La rilettura di D’Apote non lascia nulla al caso, affronta temi delicati, anche con passaggi ruvidi e spietati, ma il processo è catartico. Tutto si incastra alla perfezione, a partire dal linguaggio dei corpi per guidare gli spettatori in un mondo fatto di maschere sociali, verità nascoste e un segreto mosso da un sentimento troppo intenso e genuino per essere soffocato. Un amore impossibile da imbrigliare. La potenza dei corpi in movimento prevale sulla parola stabilendo una connessione immediata con lo spettatore e sprigionando un coacervo di emozioni. La conclusione è il tassello ideale, che mette tutto in ordine e riporta la quiete.

In platea una larga rappresentanza della giunta leopardiana, ma anche figure istituzionali di altre città come Luigi Tombolini, sindaco di Numana, e Andrea Michelini, primo cittadino di Porto Recanati. In una performance di giovani per giovani a invadere i palchi sono gli studenti. Significative le grida di apprezzamento e cinque minuti di applausi ininterrotti.
La reazione del pubblico
Il box interviste a disposizione per raccogliere i pareri del pubblico si è fatto subito incandescente con gli spettatori desiderosi di commentare quanto visto. Il primo giovane a dire la sua non ha lesinato superlativi per elogiare la storia e i protagonisti chiudendo poi con un augurio: “Spero di rivedere The Muse Fam all’opera, la compagnia merita un grande seguito per la sua interpretazione!”.
Non solo plausi per le prove dei ballerini, ma anche apprezzamenti “ai costumi meravigliosi e alle coreografie suggestive, da lasciare a bocca aperta”. La conferma di repliche da ufficializzare ha generato entusiasmo, anche tra chi, al di là dei giudizi tecnici, si è soffermato sulle “emozioni provate e sulla percezione immediata delle caratteristiche dei personaggi”.
Reazioni sulla stessa linea anche tra gli spettatori più maturi, colpiti “dall’attitudine professionale e dal modo di porsi autentico dei ragazzi”. In coda per esprimere le opinioni personali numerosi coetanei degli artisti. “Immagino quanti sforzi abbia richiesto l’opera – ha esordito una ragazza -, non mi aspettavo un livello così elevato. Mi sono piaciuti tutti, ma la prova di Rachele Melone mi ha colpito. Il finale è strepitoso”. Tanti spunti e sfumature, un unico coro: “The Muse Fam farà strada, il loro è uno spettacolo da vedere!”.


