A Montefano, negli spazi del Museo Ghergo, la mostra Dialoghi visivi del presente. Archivi collettivi e poetici offre l’occasione di entrare nel lavoro di Paolo Monina secondo una prospettiva che oltrepassa la documentazione e investe la fotografia di una più intensa responsabilità etica e simbolica. L’esposizione a cura di Andrea Carnevali, aperta fino al 6 aprile 2026, si configura infatti come un itinerario di forte densità poetica e civile, nel quale l’immagine non si limita a registrare il reale, ma lo interroga nei suoi punti di frattura, nelle sue zone d’ombra, nei suoi residui di memoria.

Paolo Monina

Il progetto espositivo nasce da una riflessione sul presente inteso non come superficie compatta e trasparente, ma come archivio instabile, incrinato, mobile. In tale orizzonte, la ricerca di Monina assume il paesaggio acquatico quale luogo privilegiato di emersione del senso: il mare, l’acqua, la soglia tra profondità e apparenza non costituiscono soltanto un motivo iconografico, ma divengono una vera e propria struttura di pensiero. Come emerge anche dal testo critico di accompagnamento, l’acqua è per l’artista deposito simbolico, spazio di memoria individuale e collettiva, campo in cui si raccolgono esperienze segnate da perdita, attesa, attraversamento, migrazione.

L’originalità del percorso consiste proprio nella capacità di coniugare un impianto formale severo, vicino per rigore alla tradizione documentaria, con una tensione poetica che sottrae l’immagine alla cronaca e la conduce in una dimensione più profonda. La fotografia, in Monina, si fa archivio non perché accumuli prove visive, ma perché custodisce tracce, lacerti, impronte, assenze. Non mostra tutto; anzi, trattiene, rarefa, allude perché il visibile non esaurisce il senso più profonde delle cose.

Uno dei nuclei più intensi della mostra riguarda il dialogo con l’idea della Sindone, assunta non in senso devozionale, ma quale archetipo dell’immagine come residuo, come segno lasciato dal contatto tra corpo e materia. In tale prospettiva, il riferimento ai corpi senza nome restituiti dal mare e alla tragedia degli sbarchi imprime all’intera ricerca una vibrazione morale di forte attualità. I materiali poveri, le superfici plastiche, i supporti industriali assumono così il valore di sudari contemporanei: non riscattano il dolore, non lo estetizzano, ma ne registrano la persistenza muta, la traccia anonima, l’irriducibile ferita storica.

Nei lavori del maestro anconetano si trova una riflessione che investe anche il rapporto tra visibilità e verità. La mostra insiste infatti sul limite della visione, sull’insufficienza di ogni trasparenza assoluta, sulla consapevolezza che ciò che più conta — memoria, desiderio, trauma, interiorità — resta in parte inattingibile. In questo senso, il lavoro di Monina restituisce alla fotografia una funzione alta e complessa che spinge lo spettatore ad interrogarsi.

La mostra rappresenta dunque un appuntamento di notevole rilievo per il panorama culturale marchigiano, anche per la capacità del Museo Ghergo di confermarsi luogo vivo di elaborazione contemporanea. Non mero contenitore espositivo, ma presidio culturale attento alle tensioni del presente, il museo accoglie un progetto che intreccia ricerca visiva, meditazione sulla memoria e responsabilità civile. In tal modo, Dialoghi visivi del presente si propone come una delle esperienze espositive più meditate e necessarie di questa stagione.

 

Informazioni e contatti

 

  • Sede: Museo Ghergo, Piazza Bracaccini 8, 62010 Montefano (MC), Italia
    Orari: aperto dal venerdì alla domenica
    – Mattina: 10.00 – 12.00
    – Pomeriggio: 17.00 – 20.00
    Prenotazione sempre richiesta.
    Chiusura settimanale: lunedì – giovedì
    Biglietti: intero € 5,00 – ridotto € 3,00 – gratuito in occasioni inaugurali o eventi speciali
    Info e prenotazioni: +39 347 142 2378 (Associazione Effetto Ghergo) – effettoghergo@gmail.com
    Sito: www.festivalarturoghergo.com/museo-ghergo/
    Ufficio stampa: effettoghergo@gmail.com +39 347 142 2378
    Social: Instagram @museo_ghergo – Facebook: Effetto Ghergo / Museo Ghergo

 

Il Museo Ghergo è uno spazio espositivo permanente dedicato al fotografo marchigiano Arturo Ghergo e alla sua opera: un percorso che intreccia ritratti, strumenti e visioni della fotografia d’autore del Novecento, e che ospita mostre, workshop e iniziative culturali.

 

 

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