Si è spento all’età di 90 anni Alberto Cecchini, artista e maestro ceramista profondamente legato a Recanati e in particolare al rione Castelnuovo. La notizia della sua scomparsa, avvenuta all’ospedale di Civitanova Marche, ha suscitato commozione in città, dove il suo nome resta indissolubilmente legato a decenni di attività artistica, opere sacre e donazioni che hanno arricchito il patrimonio collettivo recanatese.

I funerali si svolgeranno venerdì 22 maggio alle ore 16 nella chiesa di Cristo Redentore. Lascia la moglie Olivana, i figli Stefano e Paola, la nuora Sonia, la nipote Elena e tutti i familiari.

Solo pochi mesi fa, Cecchini aveva compiuto uno dei gesti più significativi della sua lunga carriera: la donazione di nove opere in ceramica al Comune di Recanati, destinate a essere esposte al Museo di Villa Colloredo Mels. Un atto che oggi assume il valore di un vero lascito artistico e umano alla sua città.

La Giunta comunale aveva accolto con riconoscenza la volontà del maestro di affidare alla collettività una parte importante della sua produzione. Non una semplice consegna di opere, ma il desiderio di trasformare la propria arte in memoria condivisa. Le ceramiche donate entrano così a far parte del patrimonio pubblico, continuando a raccontare il legame profondo tra Cecchini e Recanati.

Nato e cresciuto a Castelnuovo, l’artista aveva lasciato il segno anche nel tessuto urbano del quartiere. Nella chiesa di Sant’Ubaldo si trovano il Crocifisso, l’Altare e il Tabernacolo da lui realizzati, mentre lungo le vie del rione sono presenti immagini mariane e targhe artistiche create nell’ambito del progetto “La Via della Ceramica”.

Ancora fino a poco tempo fa continuava a lavorare nel suo piccolo laboratorio di via Giovanni XXIII, una sorta di garage-bottega dove trascorreva le giornate tra tele, colori e argilla. «Non posso stare senza fare niente, questa è la mia vita», raccontava recentemente, spiegando con semplicità il rapporto quasi vitale con la creazione artistica.

La sua storia personale era quella di una famiglia semplice e laboriosa: sei fratelli, il padre calzolaio e la madre instancabile. Dopo gli studi all’avviamento, il lavoro nelle fabbriche locali, poi l’esperienza alla Guzzini e infine i trentasei anni trascorsi alla Ottaviani, dove diventò progettista e direttore artistico. Parallelamente coltivò la propria ricerca creativa, costruendo un forno per la ceramica e sperimentando tecniche di smaltatura e cottura.

Da quella passione nacquero centinaia di opere tra dipinti, pannelli e sculture ceramiche, esposte in Italia e all’estero. Partecipò anche alla mostra itinerante dedicata a Giacomo Leopardi promossa dai Beni Culturali e dal Vaticano, che toccò diversi Paesi del continente americano, dal Brasile agli Stati Uniti.

Nel novembre scorso aveva donato al Circolo ACLI Castelnuovo l’opera “Panorama di Recanati”, una ceramica del 2013 caratterizzata da una visione poetica della città, con palloncini sospesi nel cielo come simbolo di speranza e leggerezza. Anche in quell’occasione era emersa la sua volontà di rendere l’arte accessibile a tutti, lasciandola vivere nei luoghi della comunità.

La scomparsa di Alberto Cecchini chiude una lunga stagione artistica recanatese, ma le sue opere continueranno a parlare per lui: nelle chiese, nelle case, nei musei e nei vicoli di Castelnuovo, dove il suo sguardo resterà impresso nella ceramica e nei colori della memoria

Alberto Cecchini, presepe, particolare

Cecchini tra i ceramisti Giuseppe Bertini e Lamberto Moroni, Nikla Cingolani e il Sindaco Emanuele Pepa
Cecchini con i ceramisti Luciano Pantella, Giovanni Farreloni, Francesco Fazzini.
Cecchini tra la moglie di Piero Ceccaroni, la signora Erika e figlia

Alberto Cecchini
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