Un Piano Comunale del Verde Urbano e Periurbano per programmare la tutela, la gestione e lo sviluppo del patrimonio verde cittadino. È la proposta avanzata dai gruppi consiliari di opposizione Recanati Insieme, Partito Democratico, Uniti per Recanati e Vivere Recanati, che hanno presentato una mozione sottoscritta dai consiglieri Antonio Bravi, Roberta Sforza, Andrea Marinelli, Francesco Fiordomo, Giorgio Lorenzetti e Stefano Miccini.

Qui il testo della mozione:

Premesso che:

– la recente Legge costituzionale n. 1 dell’11 febbraio 2022 ha modificato l’articolo 9 della Costituzione inserendo tra i principi fondamentali della Repubblica la tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali, con un’attenzione specifica agli interessi delle future generazioni;
– con medesima legge si è modificato altresì l’art. 41 della Costituzione che ora prevede che «L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.»

Considerato che:
– il verde urbano e periurbano rappresentano una risorsa strategica per la salute pubblica, la mitigazione climatica, la tutela della biodiversità e la qualità della vita dei cittadini;
– gli spazi verdi costituiscono una vera e propria infrastruttura ecologica urbana, con funzione di regolazione climatica, riduzione delle polveri sottili e miglioramento del benessere psicologico e della salute della popolazione;
– studi internazionali (es. EPA – Using Trees and Vegetation to Reduce Heat Islands) dimostrano che le aree alberate riducono le temperature superficiali fino a 25 °C e migliorano sensibilmente la qualità dell’aria;
– la L.R. 23 febbraio 2005, n. 6 disciplina le azioni e gli interventi diretti allo sviluppo del settore forestale, alla salvaguardia dei boschi, delle siepi, degli alberi e dell’assetto idrogeologico del territorio, nonché alla tutela, valorizzazione e sviluppo del lavoro e dell’occupazione nel settore forestale per la gestione sostenibile delle foreste basata sui principi della selvicoltura naturalistica, partecipativa ed adattata alle condizioni locali, e delle previsioni degli strumenti di pianificazione e programmazione forestale regionali, territoriali ed aziendali.
– la Legge 14 gennaio 2013 n. 10 (“Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”) e il Decreto Ministeriale 10 marzo 2020 (“Criteri Ambientali Minimi per la gestione del verde pubblico”) prevedono che i Comuni si dotino di strumenti di pianificazione quali il Regolamento del Verde, il Censimento del Verde e il Piano Comunale del Verde;
– il Piano Comunale del Verde rappresenta uno strumento strategico per la pianificazione ecologica e paesaggistica del territorio comunale, integrando le politiche urbanistiche, ambientali, sociali e sanitarie, e consentendo di pianificare in modo organico interventi di piantumazione, manutenzione e gestione sostenibile;
– numerosi Comuni italiani hanno adottato Piani e Regolamenti del Verde che integrano politiche di forestazione urbana, censimento delle alberature e partecipazione civica, divenendo buone pratiche di riferimento (esempio: Torino, Vercelli, Bolzano, Padova, Rovigo, Parma, Forlì, Livorno e Avellino);
– il Comune di Recanati, pur dotato di un patrimonio verde di valore, non dispone attualmente di un vero e proprio Piano del Verde;
– la crescente sensibilità dei cittadini verso le tematiche ambientali, il cambiamento climatico e la qualità dello spazio urbano – attestata anche a Recanati dalla presenza di associazioni e gruppi attivi da anni sul tema – impone sempre più una visione di lungo periodo, integrata e partecipata;
– l’adozione del Piano del Verde creerebbe i presupposti per Comune di Recanati di accedere a fondi regionali, nazionali ed europei destinati alla transizione ecologica, alla rigenerazione urbana e alla forestazione.

Tutto quanto sopra premesso e considerato, con la presente i sottoscritti Consiglieri comunali impegnano il Sindaco e la Giunta a:
predisporre e adottare un Piano Comunale del Verde Urbano e Periurbano come strumento di pianificazione strategica, in coerenza con la Legge 14 gennaio 2013 n. 10; il Decreto Ministeriale 10 marzo 2020 (Criteri Ambientali Minimi – CAM); le Linee guida per il Governo sostenibile del Verde urbano del Ministero dell’Ambiente; il PRACC Regione Marche;
istituire un gruppo di lavoro tecnico-partecipato, coordinato dai preposti Uffici comunali, composto da tecnici comunali, agronomi, rappresentanti delle associazioni ambientaliste e del mondo scolastico, con il compito di: redigere la bozza del Piano del Verde; formare gli operatori
e i tecnici comunali sul tema; avviare un censimento digitale delle alberature e delle aree verdi pubbliche e private; individuare aree idonee alla forestazione urbana e alla rinaturalizzazione;
integrare il Piano del Verde nel Piano Urbanistico Generale, al fine di garantire coerenza con la pianificazione territoriale e con gli obiettivi del Piano Paesaggistico Regionale;
vietare la pratica della capitozzatura e delle potature drastiche, salvo casi di comprovata necessità fitosanitaria o di sicurezza pubblica, promuovendo formazione professionale per gli operatori del verde e controlli sistematici sugli appalti di manutenzione;
prevedere la creazione di una Consulta Comunale del Verde, quale organo consultivo permanente di partecipazione civica e di collaborazione tra amministrazione, cittadini e associazioni;
destinare annualmente risorse dedicate per la cura, la manutenzione e l’incremento del patrimonio verde comunale, garantendo trasparenza e tracciabilità dei fondi spesi;
pubblicare sul sito istituzionale del Comune una sezione dedicata al “Verde Urbano”, contenente il censimento aggiornato delle alberature, i piani di intervento e i dati ambientali, in formato open data

 

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1 commento

  1. Al di la della legge in viale Corridoni – tra la rotatoria di Villa Colloredo e la stazione delle corriere, per motivi vari sono stati abbattuti tra i 12 e i 15 tigli. Sarà il caso di ripiantarli? Altrimenti tra una decina di anni non ne resterà neanche uno e bisognerà modificare anche il titolo da viale a via

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