La seduta di insediamento, convocata al Palacongressi, ha rappresentato il passaggio formale che ha dato il via al nuovo mandato amministrativo dopo le elezioni del 24 e 25 maggio.
L’assemblea si è aperta con la convalida del sindaco e dei consiglieri comunali eletti, primo atto necessario per certificare ufficialmente l’esito della consultazione elettorale e la composizione del nuovo Consiglio comunale.
Successivamente si è proceduto all’elezione del presidente del Consiglio comunale, ruolo affidato a Giovanni Tanfani, chiamato a dirigere i lavori dell’assemblea e a garantirne il corretto funzionamento durante l’intera legislatura.
Momento particolarmente significativo è stato il giuramento del sindaco Moreno Pieroni, che ha assunto formalmente le proprie funzioni davanti al Consiglio comunale, rinnovando l’impegno a governare la città nei prossimi cinque anni.
Tra i punti all’ordine del giorno anche la comunicazione della composizione della Giunta comunale, con la presentazione del vicesindaco, degli assessori e dei consiglieri delegati che affiancheranno il sindaco nell’attività amministrativa. Un passaggio che ha ufficializzato l’assetto politico e organizzativo della nuova amministrazione.
Il Consiglio ha inoltre preso atto della costituzione dei gruppi consiliari e della designazione dei rispettivi capigruppo, definendo così l’organizzazione interna sia della maggioranza sia delle opposizioni.
A completare gli adempimenti previsti per l’insediamento, l’assemblea ha proceduto all’elezione della Commissione elettorale comunale, organismo che svolge funzioni fondamentali in materia elettorale e che accompagnerà l’attività amministrativa per tutta la durata del mandato.
Con questi atti si è aperta ufficialmente la nuova consiliatura, che vedrà la maggioranza “Loreto nel Cuore” sostenere il secondo mandato del sindaco Pieroni, mentre i gruppi di opposizione “Progetto Loreto” e “Loreto Progressista” saranno chiamati a svolgere il ruolo di controllo e proposta all’interno dell’assise cittadina

1 commento
Il Piccolo Timoniere loretano, nonostante il capello ingrigito, torna a navigare con una ciurma mezzo rinnovata. Già è stato costretto a mescolare gli incarichi di giunta, affidando il ruolo di vicesindaco – in passato appannaggio del fidato “prezzemolino” Pighetti, di granitiche origini PD – alla ipervotata Carli che l’assomma al compito di assessore (o assessora?) alla cultura. Poi ha dovuto pescare un esterno (ma con rilevante esperienza elettorale a Falconara) per coprire l’assessorato all’ambiente, concesso in ragione degli accordi con la destra. Inoltre ha infoltito il gruppo dei “consiglieri delegati” per gli incarichi di gestione burocratico-amministrativa, che per ogni pratica dovranno avere l’a definitiva approvazione o meno del Piccolo Timoniere di Villa Musone. C’è poi la grossa incognita delle opposizioni. Questa volta si presentano agguerrite e poco disposte a fare o ricevere prebende. Un atteggiamento che durerà?
Insomma per il Pieroni si annunciano cinque anni un tantino complicati. Saranno lunghi e costantemente all’erta. Anche se adesso deve pensare a come sistemare le poltroncine del sottogoverno locale, che si chiama Fondazione Opere Laiche, Multiservizi, Fondazione Carilo.
Non proprio una navigazione placida e tranquilla per il Piccolo Timoniere, perchè occorre piazzare amici, “trombati”, fedelissimi.