I Carabinieri della Stazione di Pieve Torina, a conclusione di una complessa e prolungata attività d’indagine, hanno disarticolato una rete criminale composta da più persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di truffa aggravata e frode informatica. L’operazione nasce da una denuncia presentata da un ignaro esercente del luogo il quale, dopo essere stato raggirato attraverso una consolidata e sofisticata tecnica di truffa telefonica, è stato convinto dall’interlocutore a generare, mediante il terminale “Lis Pay” (servizio di pagamento offerto dalla Società LIS Pay S.p.A. in uso agli esercenti che consente di accettare pagamenti in vari modi) dei buoni acquisto per un importo complessivo di più di 3.500 euro. La successiva e meticolosa attività investigativa, sviluppata dai militari dell’Arma attraverso l’analisi dei flussi finanziari e accertamenti telematici, ha permesso di ricostruire l’esatto modus operandi del gruppo e di mappare la destinazione del denaro illecitamente sottratto. Per eludere i controlli, gli indagati hanno utilizzato le somme fraudolentemente ottenute per l’acquisto di materiale informatico, smartphone di ultima generazione, beni di lusso tecnologici, nonché per scommesse di vario genere. Gli acquisti venivano portati a termine su primari portali di e-commerce e circuiti di pagamento online, tra i quali Amazon, Apple e OnShop, utilizzando account fittizi o intestati a prestanome. Nel corso delle operazioni sono state complessivamente denunciate in stato di libertà 4 persone tutte già note alle Forze dell’Ordine: un ucraino di 26 anni residente nel capoluogo, un italiano di 26 anni residente nella zona costiera del fermano, un moldavo e un marocchino rispettivamente di 34 e 26 anni, entrambi residenti a Macerata.
Le informazioni sono state fornite nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione delle rispettive fasi del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
