“Non cerco vendetta, cerco la verità.” È questo il messaggio che Alessandra Verni, madre di Pamela Mastropietro, affida a una nuova iniziativa destinata a far discutere. A distanza di oltre un anno dal primo confronto in carcere con Innocent Oseghale, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio della figlia, ha deciso di inviargli una nuova lettera pubblica, chiedendogli un secondo incontro faccia a faccia.
Nell’intervista Alessandra Verni spiega le ragioni di questa scelta, chiarendo di voler incontrare nuovamente Oseghale fuori da qualsiasi percorso di giustizia riparativa e senza mediatori. Un confronto che, secondo la madre di Pamela, avrebbe un solo obiettivo: ottenere finalmente tutta la verità su quanto accaduto e conoscere eventuali responsabilità di altre persone coinvolte nella vicenda.
La mamma di Pamela affronta anche il tema dei diritti delle vittime, richiamando la Direttiva europea 2012/29/UE e denunciando quelle che ritiene profonde criticità del sistema italiano. Sostiene che le famiglie delle vittime di reati gravissimi siano spesso costrette ad affrontare da sole il peso economico e psicologico del percorso giudiziario, mentre chi è stato condannato può accedere a percorsi trattamentali e benefici penitenziari.
Nel corso dell’intervista Alessandra Verni ripercorre inoltre il significato del primo incontro avuto in carcere con Oseghale, spiega perché ritiene insufficienti le risposte ricevute e lancia un nuovo appello affinché venga fatta piena luce su uno dei casi di cronaca che più hanno segnato l’opinione pubblica italiana.
Un confronto intenso e senza filtri, nel quale una madre continua a chiedere ciò che sostiene di non aver ancora ottenuto: tutta la verità sulla morte della figlia Pamela Mastropietro.
