Completato il nuovo Cda. Confermata Giorgetti come vicepresidente. Nessun rappresentante della minoranza nell’organo di governo

LORETO – È arrivata la nomina più attesa del dopo elezioni. Il sindaco Moreno Pieroni ha firmato il decreto con cui rinnova il consiglio di amministrazione della Fondazione Opere Laiche Lauretane, affidando la presidenza all’avvocato Ferdinando Manzotti, chiamato a guidare uno degli enti più importanti della città in un momento particolarmente delicato.

Manzotti, 63 anni, lascia il consiglio di amministrazione della Loreto Multiservizi, incarico dal quale si è dimesso nei giorni scorsi, per assumere la guida della Fondazione. Succede a Federico Guazzaroni e avrà il compito di affrontare una situazione economica complessa, con un bilancio chiuso in passivo per oltre 1 milione e 350 mila euro, oltre ad accompagnare il percorso di riorganizzazione annunciato dal sindaco.

Accanto al nuovo presidente siederanno Valentina Giorgetti, direttrice di banca e confermata vicepresidente, Oddone Moffa, già consigliere comunale nella scorsa legislatura con la lista civica Loreto nel Cuore, Emiliano Pigliacampo, segretario cittadino di Forza Italia e unico esponente del centrodestra ad aver sostenuto pubblicamente Pieroni durante la campagna elettorale, e Claudio Quattrini, commercialista, confermato quale rappresentante della Delegazione Pontificia, incarico ricevuto dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin.

La composizione del nuovo consiglio evidenzia anche un dato politico: nessun esponente della minoranza è stato inserito nel Cda, scelta destinata probabilmente ad alimentare il confronto tra maggioranza e opposizione.

Con queste nomine si chiude una delle partite più delicate aperte dopo la riconferma di Pieroni alla guida del Comune. Per settimane si erano susseguite indiscrezioni sui possibili candidati alla presidenza, fino alla decisione finale del sindaco di puntare su Manzotti.

Già nei giorni successivi alle elezioni Pieroni aveva indicato la Fondazione Opere Laiche tra le priorità del nuovo mandato, annunciando una revisione della governance e ipotizzando anche modifiche allo statuto, compreso un possibile ampliamento del numero dei consiglieri. Un orientamento maturato anche alla luce delle vicende del 2022, quando le dimissioni dell’allora presidente Italo Tanoni – rimasto però nel consiglio di amministrazione – determinarono un cambio degli equilibri interni che portò all’elezione di Guazzaroni alla guida dell’ente.

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