Lo sfratto è stato eseguito e l’alloggio è stato restituito al Comune, ma il debito accumulato dall’ex assegnatario resta ancora insoluto. Per questo l’amministrazione comunale ha deciso di proseguire l’azione legale, avviando una procedura di pignoramento presso terzi nel tentativo di recuperare i canoni di locazione mai versati.

La vicenda riguarda un’abitazione concessa a canone ridotto nell’ambito del progetto comunale di sostegno alle famiglie in difficoltà economica. Già nel 2024 il Comune aveva affidato all’avvocato Anna Di Cosmo, del Foro di Macerata, l’incarico di ottenere sia il rilascio dell’immobile sia il recupero delle somme dovute.

Il Tribunale di Macerata aveva successivamente convalidato lo sfratto ed emesso un decreto ingiuntivo, riconoscendo il diritto dell’ente a riscuotere il credito maturato. L’immobile è stato poi liberato nel corso del 2025, ma il debito non è stato ancora saldato.

Da qui la decisione di procedere con l’esecuzione forzata, conferendo nuovamente l’incarico al legale per avviare il pignoramento presso terzi. L’operazione comporterà un’ulteriore spesa per il Comune di circa 1.900 euro, tra compenso professionale, spese di notifica e contributo unificato.

La vicenda riporta sotto i riflettori il progetto del canone concordato avviato dall’amministrazione nel 2013, nato con l’obiettivo di sostenere le famiglie in difficoltà attraverso l’accesso ad alloggi in locazione.

Nei mesi scorsi, intervenendo in Consiglio comunale, l’assessore al Bilancio Sabrina Bertini aveva tracciato un bilancio dell’iniziativa, evidenziandone le criticità. Secondo i dati illustrati, il Comune ha sostenuto nel tempo una spesa complessiva superiore a 937 mila euro tra canoni di locazione e oneri accessori, riuscendo però a recuperare dagli assegnatari poco più di 219 mila euro. Il saldo negativo supera così i 717 mila euro, una perdita dovuta in larga parte ai casi di morosità.

A gravare sui conti dell’ente, secondo quanto riferito dall’assessore, sono stati anche gli interventi di ripristino necessari per alcuni immobili riconsegnati in condizioni deteriorate, con ulteriori costi sostenuti dal Comune.

Bertini aveva inoltre sottolineato come il progetto fosse nato con finalità sociali condivisibili, ma avesse evidenziato nel tempo significative difficoltà nella gestione, sia per quanto riguarda il controllo del permanere dei requisiti economici degli assegnatari, sia nelle procedure di recupero dei canoni non pagati.

Per questo motivo l’attuale amministrazione ha chiarito di non voler riproporre quel modello. L’obiettivo di sostenere le famiglie in difficoltà resta, ma senza che il Comune si assuma direttamente gli obblighi economici e contrattuali legati agli affitti privati, evitando così che un intervento di carattere sociale si trasformi in un pesante onere per le casse pubbliche.

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