Dal Punto di Primo Intervento di Recanati il medico potrebbe scomparire durante la notte. È l’ipotesi che circola con sempre maggiore insistenza negli ambienti sanitari e che, se confermata, cambierebbe in modo significativo l’organizzazione del presidio tra le 20 e le 8 del mattino. Al momento l’Ast di Macerata non ha assunto né comunicato alcuna decisione ufficiale, ma il solo scenario è già sufficiente ad alimentare preoccupazione tra cittadini, operatori sanitari e amministratori locali.
Il possibile ridimensionamento appare ancora più sorprendente alla luce dei dati sull’attività del presidio. Nell’ultimo anno il Punto di Primo Intervento ha registrato circa 7.600 accessi, oltre 600 in più rispetto al 2024. Una crescita che assume un peso ancora maggiore considerando che, dall’attivazione del Punto Salute, le medicazioni non vengono più conteggiate tra gli accessi al PPI. Numeri che descrivono un servizio tutt’altro che in calo.
Eppure, proprio mentre l’attività aumenta, prende corpo l’ipotesi di una riorganizzazione del servizio notturno. Secondo quanto trapela, la questione sarebbe stata affrontata anche nel corso di un incontro tra il direttore generale dell’Ast Macerata, Alessandro Marini, e le organizzazioni sindacali.
Il progetto allo studio prevederebbe la sospensione della presenza del medico del Punto di Primo Intervento nella fascia oraria notturna. A presidiare la struttura resterebbe un infermiere con funzioni di triage, incaricato di valutare le condizioni del paziente e di attivare, in base alla gravità del caso, il medico della continuità assistenziale oppure il medico del 118.
Lo scenario più delicato riguarda però le emergenze che richiedono un intervento immediato. Se né il medico della continuità assistenziale né quello del 118 fossero disponibili in tempi rapidi, il paziente dovrebbe essere trasferito al Pronto soccorso di Civitanova Marche, con il concreto rischio di un allungamento dei tempi di presa in carico.
Alla base dell’eventuale scelta ci sarebbero il numero contenuto di accessi registrati nelle ore notturne e la necessità di ridurre i costi di gestione così come richiesto, sembra, dalla Corte dei Conti . Una motivazione che però si scontra con gli investimenti effettuati di recente proprio sul presidio recanatese. Il Punto di Primo Intervento è stato infatti dotato di nuove apparecchiature per l’esecuzione rapida degli esami ematici in urgenza, strumenti utilizzati anche a supporto delle Cure Intermedie e del reparto di Dialisi. Un investimento che sembrava indicare una direzione opposta: quella del rafforzamento del servizio.
Tra i primi a manifestare sorpresa c’è l’assessore comunale alla Sanità, Maurizio Paoletti, che afferma di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dall’Ast di Macerata. Per questo, insieme al sindaco Emanuele Pepa, ha chiesto un incontro urgente con i vertici della Regione Marche per fare piena luce sulla vicenda e conoscere le intenzioni dell’azienda sanitaria.
Finché non arriveranno comunicazioni ufficiali, quella del medico assente nelle ore notturne resta un’ipotesi. Ma è un’ipotesi che, in città, ha già acceso il dibattito e sollevato forti interrogativi sul futuro di un presidio sanitario considerato strategico per l’intero territorio.
