nota di Recanati Insieme
Nel corso del Consiglio Comunale del 30 luglio scorso, l’Assessore alla Cultura Ettore Pelati ci ha fornito una risposta insoddisfacente e quantomeno particolare in merito alla nostra interrogazione relativa ai rapporti tra Comune di Recanati ed Associazione Beniamino Gigli.
​Scopriamo infatti dall’Assessore che «…i rapporti con le Associazioni sono caratterizzati dalla pronuncia di alcuni no… spiegati con reciproca chiarezza e accolti con soddisfazione da ambo le parti…», apprendendo quindi che nella visione dell’Assessore alcune realtà associative del territorio proverebbero soddisfazione nel vedersi negare forme di supporto da parte dell’Amministrazione.
​L’Assessore inoltre ha affermato che nessun’altra proposta, oltre a quella dell’Associazione Gigli, sarebbe «…pervenuta sulla mia scrivania…», contraddicendo ciò che alcune Associazioni e realtà del territorio hanno notoriamente segnalato nel corso dei mesi.
Ed arriva con disinvoltura a contraddire sé stesso: dobbiamo credere che ad alcune Associazioni sia stato e continui ad essere negato un supporto oppure che quest’ultime non abbiano presentato progetti all’Amministrazione Pepa?
​L’Assessore, infine, ha concluso la sua bizzarra risposta lanciandosi in un attacco del tutto fuori luogo, accusando la sinistra di voler «…influenzare certi tavoli e influenzare certe stanze dove la politica non deve entrare…».
Al di là dell’inversione della realtà storica e politica, è evidente come l’Assessore Pelati continui a barricarsi dietro posizione ideologiche – peraltro lontane dalla realtà dei fatti – al fine di non fornire chiarimenti e di sottrarsi sistematicamente alle richieste da noi avanzate.
​Davanti a questo tipo di reazione sembra chiaro che l’Amministrazione Pepa — ed è giusto che tutta la cittadinanza ne sia a conoscenza — ritenga opportuno finanziare con somme laute e costantemente crescenti un’Associazione presieduta dal Capogruppo di Fratelli d’Italia, principale partito a sostegno della stessa, erogate di fatto dall’Assessore alla Cultura, sempre di Fratelli d’Italia.
Allo stesso modo deve ritenersi che l’Amministrazione consideri del tutto normale voltare le spalle alle altre realtà associative del territorio – fondamentali presidi culturali, aggregativi e sociali – gestendo la cosa pubblica addirittura con la convinzione che quest’ultime accolgano con soddisfazione la loro esclusione dalla scena socio-culturale cittadina.
Strano modo di dimostrare che la politica «in certe stanze» non dovrebbe entrare…
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