C’è una parola che ricorre più volte nel corso dell’intervista: vigilare. Non perché oggi esistano decisioni ufficiali che mettano a rischio il Punto di Primo Intervento di Recanati, ma perché, secondo Marco Buccetti, la tutela della sanità pubblica passa anche dalla partecipazione e dall’attenzione dei cittadini.
Medico di famiglia in pensione dallo scorso ottobre e presidente del Comitato “Salviamo il Punto di Primo Intervento”, Buccetti racconta come sia cambiato il suo punto di osservazione: dopo una vita trascorsa al fianco dei pazienti, oggi guarda il sistema sanitario da semplice cittadino. Ed è proprio questa esperienza a portarlo a una riflessione che considera fondamentale: «La sanità non appartiene ai dirigenti né alla politica, ma ai cittadini, che la finanziano con il loro lavoro e con le loro tasse». Per questo, aggiunge, il cittadino non dovrebbe essere trattato come un suddito, bensì come il vero “datore di lavoro” del servizio sanitario.
Nel corso della video intervista Buccetti ripercorre anche la nascita del Comitato e le battaglie che hanno consentito di difendere il Punto di Primo Intervento, sottolineando come quella sia stata una mobilitazione civica, capace di coinvolgere persone di ogni orientamento politico con un unico obiettivo: salvaguardare un presidio ritenuto essenziale per il territorio.
Si parla poi delle criticità della sanità pubblica, della necessità di maggiore trasparenza nelle decisioni, del rapporto tra istituzioni e cittadini, del peso crescente della burocrazia sul lavoro dei medici e delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, che per Buccetti può rappresentare un valido supporto senza mai sostituire il rapporto umano tra medico e paziente.
