Michele Bianchi, ex consigliere comunale della civica “Città Mia”, osserva con attenzione i movimenti delle opposizioni e dei partiti in vista della prossima tornata elettorale.

Bianchi interpreta il recente comunicato sottoscritto dai consiglieri di opposizione come un messaggio soprattutto rivolto alla fase finale della legislatura. Non è però chiaro, a suo giudizio, se quella presa di posizione rappresenti già l’avvio di un’alleanza politica per le prossime elezioni. Un passaggio che, secondo Bianchi, non sarebbe stato particolarmente gradito ai partiti del centrodestra, che successivamente hanno ribadito il proprio ruolo e la volontà di procedere uniti.

Lo scenario che delinea è quindi duplice. Se il centrodestra riuscirà a presentarsi unito, magari attorno a una figura riconoscibile e capace di tenere insieme partiti e componenti civiche, secondo Bianchi avrebbe concrete possibilità di giocarsi la vittoria, lasciando il Pd in una posizione difficile. Se invece il centrodestra dovesse dividersi, potrebbe aprirsi lo spazio per una lista civica trasversale, capace di mettere insieme sensibilità di centrodestra e centrosinistra. In questo caso, anche il quadro politico potrebbe cambiare radicalmente.

Bianchi ipotizza inoltre che, di fronte a un centrodestra compatto, il Pd possa essere spinto ad aprire un confronto con l’attuale maggioranza che sostiene Michelini-Riccetti. Si tratta, precisa, di scenari e non di accordi già definiti.

E lui dove si colloca? «Adesso mi sto confrontando e parlo con quei ragazzi con cui abbiamo commentato le vicende locali. Per ora non vedo alcun progetto al quale collegarci, né di centrodestra né dell’attuale amministrazione. Se dovesse uscire un progetto interessante, potrei anche pensare di mettermi in gioco».

Una disponibilità, dunque, ma senza una collocazione già definita. Bianchi lascia aperta la porta a un ritorno diretto nella competizione elettorale, subordinandolo però alla nascita di un progetto politico nel quale riconoscersi.

Per ora, però, il suo giudizio sull’amministrazione comunale a guida Michelini-Riccetti è decisamente critico. Parte dal funzionamento della macchina amministrativa e indica nell’ufficio tecnico uno dei punti problematici: dalla fine del 2023 a oggi, sostiene, si sarebbero succeduti cinque funzionari, con il rischio di compromettere continuità ed efficienza.

Nel bilancio delle opere pubbliche cita i giardini Carradori, riqualificati con una spesa di circa 80 mila euro, ritenendo che l’intervento non abbia prodotto un cambiamento significativo. Più rilevante sarà, secondo Bianchi, il giudizio sul Parco Europa, per il quale si parla di circa 350 mila euro.

Critiche anche sul fronte dei fondi PNRR e, in particolare, sull’asilo Nilo. Il progetto iniziale, ricorda, prevedeva circa 1,2 milioni di euro, con 750 mila euro di fondi PNRR e il resto a carico del Comune. Dopo tre varianti, secondo quanto riferisce, il costo sarebbe salito oltre i 2 milioni, mentre il finanziamento PNRR sarebbe rimasto invariato.

L’ex consigliere solleva infine il tema dell’aumento delle spese legali, richiama le vicende del capannone Nervi e della presunta discarica al cimitero e critica alcune scelte dell’amministrazione. Perplessità anche sulla mobilità sostenibile, dal Biciplan ai ciclobus, questi ultimi costati, secondo Bianchi, circa 50-55 mila euro.

Il giudizio è dunque severo. Ma la vera novità dell’intervista è politica: Bianchi non annuncia una candidatura, ma dice chiaramente di essere disposto a valutarla se nascerà un progetto capace di convincerlo. E a Porto Recanati, in vista delle prossime amministrative, non è un’apertura di poco conto.

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