L’Amministrazione Pieroni deve dire con chiarezza ai cittadini di Loreto se esistono situazioni di evasione, morosità o mancato pagamento di tributi e servizi comunali e, soprattutto, quanto queste situazioni pesino sulle casse del Comune.
Non bastano formule generiche, rassicurazioni di circostanza o dichiarazioni politiche.
Servono numeri, atti, controlli e risposte precise.
Perché se un cittadino non paga ciò che deve al Comune, prima o poi qualcun altro è chiamato a pagare anche per lui. E questo, in una comunità, non è un dettaglio amministrativo: è una questione di equità e di giustizia.
Per questo Sinistra Italiana chiede pubblicamente al Sindaco e all’Amministrazione Pieroni di rispondere, senza ambiguità, alle seguenti domande:
- Quante sono le posizioni di evasione o morosità nei confronti del Comune di Loreto, relativamente ai tributi comunali e ai servizi?
- A quanto ammontano complessivamente le somme non incassate? Quali annualità riguardano e quanti cittadini o soggetti risultano interessati?
- Quali azioni concrete sono state intraprese per recuperare queste somme? Quanti accertamenti sono stati effettuati? Quante somme sono state effettivamente recuperate?
- Esistono situazioni di morosità riferibili a persone che hanno ricoperto, o ricoprono, incarichi pubblici o che siano state candidate o nominate a cariche pubbliche?
- In questi casi sono stati effettuati tutti i controlli previsti dalla legge sulle dichiarazioni sostitutive e sulle autocertificazioni presentate in occasione delle candidature e delle nomine?
- Se i controlli sono stati effettuati, quali sono stati gli esiti? E se non sono stati effettuati, perché?
Sono domande semplici. L’Amministrazione ha il dovere di rispondere.
E sia chiaro: non stiamo accusando preventivamente nessuno. Stiamo chiedendo che siano verificati i fatti e che i cittadini possano conoscerli.
Ma proprio per questo non accetteremo che una questione di questa natura venga liquidata come una semplice polemica politica.
CHI AMMINISTRA DEVE RISPONDERE
La trasparenza non è un favore concesso dall’Amministrazione ai cittadini.
È un obbligo politico, amministrativo e morale nei confronti della comunità.
Se tutto è regolare, tanto meglio: si rendano pubblici i dati e si chiuda la questione.
Se invece emergono irregolarità, morosità o situazioni che meritano approfondimenti, si facciano i controlli e si recuperino le somme dovute.
Quello che non è accettabile è che, davanti a domande precise, si scelga di non rispondere o di nascondersi dietro il silenzio.
Perché il silenzio, quando si parla di denaro pubblico e responsabilità istituzionali, alimenta soltanto dubbi e sfiducia.
LA LEGALITÀ NON PUÒ AVERE DUE PESI E DUE MISURE
Un Comune deve pretendere dai propri cittadini il rispetto delle regole e, allo stesso tempo, deve dimostrare di applicare quelle stesse regole con la massima attenzione quando si tratta di chi aspira a ricoprire incarichi pubblici.
Non possono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B.
E soprattutto non può esistere una politica che pretende rigore dai cittadini mentre, quando emergono interrogativi che riguardano la classe dirigente, improvvisamente diventa prudente, evasiva o silenziosa.
È proprio per questo che Sinistra Italiana, insieme alle altre forze progressiste — Partito Democratico e Movimento 5 Stelle — ritiene importante che la consigliera Avv. Anna Maria Ragaini continui a svolgere il proprio ruolo istituzionale con determinazione e sostenga questa richiesta di chiarezza.
Non chiediamo privilegi. Chiediamo trasparenza.
Non chiediamo condanne. Chiediamo controlli.
Non chiediamo insinuazioni. Chiediamo fatti.
E proprio perché non abbiamo paura dei fatti, chiediamo che siano resi pubblici.
A CHI NON VOTA DICIAMO: NON PENSATE CHE NON VI RIGUARDI
C’è poi un altro problema che non possiamo ignorare.
Un numero consistente di cittadini ha scelto di non partecipare alle ultime consultazioni elettorali.
Ma non votare non significa essere fuori dalla politica.
Le decisioni dell’Amministrazione riguardano tutti: chi vota, chi non vota, chi paga regolarmente le proprie imposte e chi eventualmente non lo fa.
La disaffezione, l’indifferenza e l’assenza di controllo democratico lasciano inevitabilmente più spazio a chi amministra senza sentirsi sufficientemente chiamato a rendere conto delle proprie decisioni.
Ed è esattamente questo che dobbiamo evitare.
Loreto non ha bisogno di una politica che si protegge dietro il silenzio.
Ha bisogno di un’Amministrazione che risponde, controlla, rende conto e si assume le proprie responsabilità.
Per questo torniamo a chiedere, con forza:
QUANTI SONO I MOROSI?
QUANTO DEVE ESSERE RECUPERATO?
DA QUANTI ANNI?
QUANTE POSIZIONI SONO COINVOLTE?
QUALI CONTROLLI SONO STATI FATTI SUI CANDIDATI E SUGLI AMMINISTRATORI?
E, SOPRATTUTTO, QUAL È IL RISULTATO DI QUESTI CONTROLLI?
