L’azienda è sponsor del progetto “La casa in riva al mare”. Giovedì 10 settembre il concerto dei vincitori di Musicultura 2026 nella casa di reclusione di Ancona
RECANATI – La musica entra in carcere e, questa volta, lascia anche qualcosa che resterà nel tempo. È il contributo di Frenexport, l’azienda di Bruno Frenquelli e dei suoi due figli, Romano e Daniele, attiva nel settore delle tecnologie professionali per l’audio e il video, al progetto “La casa in riva al mare – Musicultura 2026”, realizzato nella Casa di reclusione di Barcaglione, ad Ancona.
L’azienda recanatese ha scelto di essere sponsor dell’iniziativa e di mettere a disposizione della struttura un impianto audio professionale che, al termine del progetto, sarà lasciato in dono al carcere. Un gesto concreto che permetterà alla Casa di reclusione di disporre anche in futuro di un’attrezzatura adeguata per concerti, laboratori e altre iniziative musicali e culturali.
Il progetto, promosso da Musicultura con il coinvolgimento del Garante regionale dei diritti della persona, ha accompagnato anche quest’anno i detenuti del Barcaglione attraverso laboratori musicali e occasioni di confronto con artisti e realtà esterne.
Il percorso culminerà giovedì 10 settembre con un appuntamento particolarmente significativo: nella casa di reclusione si terrà infatti il concerto dei vincitori di Musicultura 2026.

Un concerto che lascia un’eredità
La collaborazione con Frenexport rende l’appuntamento ancora più significativo. L’impianto messo a disposizione dall’azienda non sarà infatti utilizzato soltanto per la serata del concerto, ma rimarrà stabilmente nella disponibilità della struttura penitenziaria.
La donazione consentirà così di dare continuità alle attività musicali avviate nei mesi scorsi, mettendo a disposizione dei detenuti uno strumento professionale per future iniziative.
È un esempio concreto di come il mondo dell’impresa possa affiancare progetti culturali e sociali, trasformando una sponsorizzazione in un investimento destinato a durare.
Per Frenexport, realtà con sede a Recanati, si tratta anche di mettere le proprie competenze nel campo dell’audio professionale al servizio di un’iniziativa che punta sulla musica come occasione di espressione, formazione e relazione.
«Anche nel corso di quest’anno, con i suoi laboratori in carcere, Musicultura ha dato ai detenuti del Barcaglione l’opportunità di interfacciarsi con la realtà esterna e di connettersi con la vitalità dell’espressione artistica», ha evidenziato Giancarlo Giulianelli, Garante dei diritti della persona della Regione Marche.
Il progetto guarda infatti oltre il singolo evento. L’obiettivo è creare all’interno del carcere occasioni di aggregazione e formazione, utilizzando la musica come strumento capace di costruire ponti con la realtà esterna.
E in questo percorso il contributo di Frenexport assume un valore particolare: il concerto passerà, ma l’impianto resterà.
Grazie alla donazione dell’azienda recanatese, la musica potrà quindi continuare a trovare spazio al Barcaglione anche dopo la conclusione di Musicultura 2026.
Un’impresa del territorio, un progetto sociale e la musica come punto d’incontro: è questa la storia che accompagnerà il concerto di giovedì 10 settembre.