Dopo 43 anni trascorsi dietro a una pompa di benzina, tra sacrifici, giornate di lavoro e soprattutto tante persone incontrate, Alderano Prosperi e la moglie Antonella Santoferrara si preparano a lasciare l’attività. A fine mese terminerà infatti la loro esperienza alla stazione di servizio Eni di Palazzo Bello, diventata negli anni un punto di riferimento per tanti automobilisti.

Una storia cominciata molto prima dell’arrivo a Palazzo Bello. «Ho iniziato nel 1970 con mio padre», racconta Alderano. La prima esperienza è stata in via Cesare Battisti, a Recanati. Poi, nel 2014, il trasferimento a Palazzo Bello, dove lui e Antonella hanno continuato insieme il loro percorso professionale.

La stazione, oggi indicata come impianto Eni/Enilive di contrada Sant’Agostino sulla strada provinciale 77, è tuttora associata al nome di Prosperi Alderano.

Quarantatré anni sono tanti e quando arriva il momento di parlare del futuro, Alderano non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi del tutto. «Il cassetto nasconde sempre qualcosa», dice con un sorriso. E alla domanda se sia arrivato il momento della pensione risponde: «Non penso».

Perché il lavoro, per lui, non è stato soltanto un modo per vivere. È stato anche un modo per vivere con gli altri.

«Per me i clienti erano oro», dice. Poi precisa: «Non solo oro. La nostra vita».

È forse questa la frase che più racconta il rapporto che Alderano e Antonella hanno costruito con la loro clientela. In tanti anni il distributore è diventato un luogo di passaggio quotidiano, ma anche di saluti, chiacchiere, conoscenze e rapporti che spesso sono andati ben oltre il semplice rifornimento dell’auto.

Fare il benzinaio, del resto, non è mai stato un mestiere semplice. Alderano lo sa bene. «Tutti i lavori sono duri. Se li fai con amore non pesa mai».

Poi, con la consueta ironia, ricorda quanto fosse difficile anche solo concedersi il lusso di stare a casa: «Hai visto mai un benzinaio in mutua?». Una battuta che nasconde una realtà fatta di responsabilità e sacrifici. «Anche se state male dovete stare qui», osserva.

E proprio il tema del sacrificio ritorna più volte nel racconto della loro vita. Quando gli viene chiesto quale sia stato il momento più bello, Alderano spiazza ancora una volta: «La vita è stata sempre bella».

Più difficile, invece, parlare dei momenti tristi. «La morte dei genitori», risponde. Sua madre è ancora in vita e vive con loro. Anche questo, racconta, è parte di una vita costruita sulla famiglia e sul sacrificio.

La storia dei Prosperi a Palazzo Bello, negli ultimi anni, si è intrecciata anche con alcune vicende della zona. Nel 2014 la famiglia fu coinvolta nella convenzione urbanistica legata alla realizzazione della rotatoria di via Gherarducci e al progetto di un nuovo impianto di distribuzione carburanti. Il progetto originario non venne poi completato, ma la famiglia si fece carico di diverse opere infrastrutturali e, soprattutto, della ricostruzione dell’antica edicola sacra risalente al Seicento, demolita proprio in occasione dei lavori. L’edicola è stata infine ricostruita e riaperta al culto nel 2024.

Ora, però, è arrivato il momento di lasciare il distributore.

Antonella non nasconde l’emozione. Alla domanda su come viva questo momento, risponde semplicemente: «A me dispiace».

 

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