Erano 1.962 dieci anni fa, oggi sono 1.593. Bastano questi due numeri per fotografare il cambiamento demografico che ha interessato la popolazione scolastica di Recanati nell’ultimo decennio. Sono infatti 369 gli alunni in meno, pari a una diminuzione di quasi il 19%.
Un calo significativo che ha interessato entrambi gli istituti comprensivi cittadini e che riflette la progressiva riduzione delle nuove generazioni. Un fenomeno destinato inevitabilmente ad avere ripercussioni anche sull’organizzazione e sul futuro del sistema scolastico cittadino, oltre che sulla vita dei quartieri e delle frazioni dove la scuola rappresenta un importante presidio educativo e sociale.
Dieci anni fa l’Istituto comprensivo B. Gigli contava complessivamente 1.102 alunni. Gli studenti erano distribuiti tra le scuole dell’infanzia di via Aldo Moro, Mariele Ventre e via Kennedy, le primarie Gigli, Lotto e Pittura del Braccio e la scuola secondaria di primo grado M.L. Patrizi.
L’Istituto comprensivo Nicola Badaloni, invece, registrava 860 alunni, suddivisi tra le scuole dell’infanzia di Castelnuovo, San Vito, via Camerano e Montefiore, le primarie di Castelnuovo, delle Grazie e San Vito e la scuola secondaria di primo grado di San Vito.
Oggi i numeri sono sensibilmente cambiati. Il B. Gigli è sceso a 812 alunni, mentre il Badaloni conta 781 studenti. Complessivamente, dunque, nelle scuole dei due istituti comprensivi recanatesi ci sono oggi 1.593 alunni.
Il dato non racconta soltanto una diminuzione numerica, ma fotografa una trasformazione demografica più ampia, con un numero sempre più ridotto di bambini e ragazzi in età scolare. Una tendenza che pone nuove sfide per la città e per le istituzioni, chiamate a mantenere servizi scolastici efficienti e, allo stesso tempo, a garantire che la scuola continui a essere un punto di riferimento per le comunità locali.
È anche alla luce di questo scenario che l’amministrazione comunale ha rinnovato, anche quest’anno, il tradizionale appuntamento con le scuole in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico. Un momento che assume un significato particolare in una città in cui i numeri raccontano una scuola sempre più alle prese con gli effetti del calo demografico.

1 commento
Se ci sono meno bambini le scuole offrono servizi più scadenti? Non capisco…
Dovremmo chiederci con quale coraggio una famiglia metterebbe al mondo un secondo o terzo figlio sapendo di non riuscire a dargli un’infanzia dignitosa