Continuano le attività di controllo e di prevenzione del territorio da parte dell’Arma dei Carabinieri in tutta la provincia, a tutela della sicurezza dei cittadini e del decoro pubblico. Nelle ultime ore, gli interventi condotti dai militari a Macerata e Cingoli hanno portato a una sanzione amministrativa e a una denuncia a piede libero. A Macerata, i Carabinieri del N.O.R. – Sezione Radiomobile della locale Compagnia sono intervenuti a seguito di diverse segnalazioni giunte al Numero Unico di Emergenza 112. I militari sono dapprima giunti in Piazza XXV Aprile, dove un 28enne di origine tunisina, domiciliato in città e in evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol, stava discutendo animatamente con alcuni connazionali. Poco dopo, l’uomo si è spostato in un’altra via del centro cittadino dove ha iniziato a bussare insistentemente e senza motivo alle porte di alcune abitazioni. Raggiunto nuovamente dagli operanti, il giovane è stato sanzionato amministrativamente per ubriachezza manifesta. Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118 che, considerato lo stato psico-fisico del soggetto, lo hanno trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso. A Cingoli, i Carabinieri della locale Stazione, a conclusione degli accertamenti del caso, hanno deferito in stato di libertà per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere un 32enne residente a Jesi (AN). L’uomo è stato fermato a bordo della propria autovettura durante un controllo di routine nel centro cittadino. A seguito di perquisizione veicolare, i militari lo hanno trovato in possesso di un coltello da cucina con una lama della lunghezza di 30 centimetri, detenuto senza alcun giustificato motivo. L’arma è stata sottoposta a sequestro ed è in custodia in attesa delle disposizioni dell’Autorità Giudiziaria.

 

Le informazioni sono state fornite nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione delle rispettive fasi del procedimento – indagini preliminari – fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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