Il Punto di primo intervento dell’ospedale di Recanati non perderà il servizio notturno. La garanzia, secondo quanto riferito dall’assessore comunale alla Sanità Maurizio Paoletti, è arrivata dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli durante un confronto al quale hanno partecipato anche l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, il direttore generale dell’Ast 3 di Macerata Alessandro Marini e il sindaco Emanuele Pepa. Proprio l’ipotesi di ridurre l’attività notturna del PPI era il tema al centro dell’incontro: nessun taglio, è stata la risposta.
Chiusa, almeno per ora, la partita del primo intervento, sul tavolo restano però diversi problemi organizzativi e strutturali dell’ospedale recanatese. Il primo riguarda il Cup, il Centro unico prenotazioni, che da alcune settimane il lunedì e il giovedì resta chiuso il pomeriggio, mentre negli altri giorni l’apertura pomeridiana si ferma alle 18. Una limitazione che si riflette su altri servizi, a cominciare dalla radiologia e dall’attività libero-professionale. Chi ha un esame nel tardo pomeriggio può trovare la cassa già chiusa ed essere costretto a tornare un’altra volta per pagare: senza pagamento non si ritira il referto. L’alternativa è PagoPa dal cellulare, una procedura tutt’altro che semplice per molti anziani.
C’è poi la Casa della Comunità, una struttura ancora incompleta: una parte è operativa, l’altra è ancora allo stato grezzo. E anche negli spazi già in uso, secondo alcune testimonianze, non mancano problemi di funzionalità.
Critiche, infine, per il servizio prelievi. Nel vecchio ospedale c’erano più stanze a disposizione e una sala d’attesa con il display per la chiamata dei pazienti. Oggi i prelievi si fanno in un’unica stanza, si aspetta in corridoio e, in mancanza di un sistema elettronico, i pazienti vengono chiamati a voce, con buona pace della privacy.
