Decine di migliaia di documenti legati a Giacomo Leopardi, tra manoscritti originali, commenti, analisi e studi, sono ora consultabili online. Ieri, nella sala Franco Foschi del Centro nazionale di studi leopardiani di Recanati, guidato dal presidente Fabio Corvatta, è stato tagliato il nastro virtuale della Biblioteca Digitale Leopardiana.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco Emanuele Pepa: “Leopardi a portata di un clic, l’Amministrazione comunale è fiera di questo progetto e per questo diciamo grazie al Cnsl”. Corvatta ha ricostruito il percorso: “Un progetto importante nato dall’osservazione, promuovendo la traduzione dei testi di Leopardi in varie lingue, che era importante adeguare al tempo che stava cambiando per favorire la conoscenza del pensiero leopardiano attraverso le nuove tecnologie. Ed allora è partito il progetto che ha coinvolto prima la Biblioteca nazionale di Napoli, che conserva 11mila documenti leopardiani, e ha poi visto il sostegno di Unimc con l’allora rettore Francesco Adornato. Il risultato colto è importante e per questo voglio ringraziare la famiglia Leopardi per una collaborazione non scontata”.
I saluti istituzionali sono stati portati dalla contessa Olimpia Leopardi e da Alessandra Troilo, responsabile del Fai Orto sul Colle dell’Infinito. Sono poi intervenuti quanti hanno curato e realizzato la piattaforma: Simonetta Buttò (già direttrice dell’Iccu, Ministero della Cultura), Silvia Scipioni (direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli), Fabiana Cacciapuoti (Biblioteca Nazionale di Napoli), Laura Melosi e Gioele Marozzi (Unimc) e Chiara Aiola (Net7). Per i relatori il progetto rende la poetica leopardiana accessibile a tutti e ovunque, e chi legge Leopardi in qualunque angolo del mondo potrebbe poi sentire il desiderio di venire a vedere da vicino luoghi e testi originali.