Il presidente di Setteottobre su antisemitismo, ddl alla Camera, Gaza e informazione.
Nel giorno del terzo anniversario del massacro compiuto da Hamas nel sud di Israele, Stefano Parisi, presidente dell’associazione Setteottobre, è stato intervistato da Radio Erre. Il punto di partenza è una domanda: quanto è difficile oggi, in Italia, ricordare il 7 ottobre.
Romano, classe 1956, economista e manager, Parisi è stato city manager del Comune di Milano, direttore generale di Confindustria e amministratore delegato di Fastweb. In politica è noto soprattutto per la candidatura a sindaco di Milano nel 2016 per il centrodestra, quando arrivò al ballottaggio con Beppe Sala, e per quella alla presidenza della Regione Lazio nel 2018. Oggi guida Setteottobre, l’associazione che ha fondato con, tra gli altri, il giornalista e scrittore Daniele Scalise.
Nell’intervista Parisi affronta i temi dell’attualità:
Il problema dell’antisemitismo che è esploso dopo il sette ottobre
il ddl contro l’antisemitismo all’esame della Camera, le proteste di chi teme che limiti la critica al governo
israeliano e l’appello di Liliana Segre per un testo votato da tutti;
l’iniziativa dei Giovani palestinesi all’Università di Bologna, che presentano il 7 ottobre come “resistenza”;
la proposta di sospendere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv;
il confronto tra il documentario “We Will Dance Again”, trasmesso da Rete 4, e “Naza”;
il tentato dirottamento del volo FlyDubai diretto a Tel Aviv;
la situazione umanitaria a Gaza e il rapporto tra Setteottobre e la stampa italiana.
Al centro dell’intervista c’è anche “I nuovi antisemiti”, il libro della giornalista francese Nora Bussigny. È nato da un’inchiesta condotta sotto copertura negli ambienti della sinistra radicale e dei movimenti filopalestinesi tra Francia, Belgio e Stati Uniti.

1 commento
Mi raccomando, Radioerre, sempre e solo una voce, per carità, mai e poi mai una voce di dissenso dei tanti israeliani che non hanno accettato il massacro di un popolo in vendetta. Mai.