Ha sfondato il vetro dello sportello di accettazione del laboratorio analisi dell’ospedale di Loreto per prendere il fondo cassa, circa 150 euro, ma si è ferito e ha lasciato dietro di sé tracce di sangue. I campioni raccolti dai carabinieri durante i rilievi saranno sottoposti all’esame del Dna: se il profilo genetico fosse già presente nella banca dati nazionale, l’autore potrebbe essere identificato.
Il colpo è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì nella struttura di via San Francesco, dove il ladro è entrato forzando la porta principale. In quell’ala non ci sarebbero telecamere e più volte sarebbe stata segnalata la necessità di sostituire il portone. Resta da capire se la stessa mano abbia firmato anche gli altri furti degli ultimi giorni tra Loreto Stazione e il centro storico.
Domenica, verso le 23, un residente della zona del cosiddetto palazzone, sotto l’ospedale, ha trovato l’appartamento a soqquadro e la cassaforte aperta. Nel mirino sono finiti anche i locali parrocchiali accanto alla chiesa del Sacro Cuore e la sede dell’Associazione eucaristica riparatrice in via Asdrubali.
Qualche giorno prima era stato colpito un ambulatorio privato di Loreto Stazione.

1 commento
C’è un deficit di controlli preventivi sul territorio e questo dovrebbe far riflettere chi di dovere.
Ma c’è pure una trascuratezza di chi ha la responsabilità delle strutture pubbliche. E’ clamoroso il furto all’ex ospedale, dove il portone andava sostituito, ma nessuno lo ha fatto in tempi ragionevoli; dove non esistono telecamere di sorveglianza nonostante l’ufficio cassa sia proprio lì all’ingresso (sistemazione logistica indubbiamente discutibile); dove non c’è un qualsiasi sistema d’allarme antintrusione, pur essendo un percorso potenziale per raggiungere altre zone sensibili dell’edificio (ad esempio gli ambulatori e i depositi di medicinali).
Quanto al resto, non c’è da stancarsi mai nel ripetere che occorre guardare la realtà in faccia e rendersi conto che Loreto non è “il paese delle meraviglie” buono per le favolette, ma che anche qui occorre “attrezzarsi” per rendere difficile, anzi impossibile, la vita ai malviventi. E questo spetta anche ai privati.