Un portafoglio sparito dall’ufficio protocollo di una scuola, due pagamenti mai autorizzati e le immagini delle telecamere di un bar. Elementi che però non sono bastati per arrivare a una condanna. Si è chiuso con un’assoluzione per insufficienza di prove il processo a carico di un 42enne pugliese, accusato di furto e utilizzo indebito di carte di pagamento ai danni di un’impiegata di 38 anni dell’istituto alberghiero Albert Einstein di Loreto. Il giudice Pietro Renna ha accolto la tesi della difesa, sostenuta dall’avvocato Patrizia Pacioni.
I fatti risalgono al 13 novembre 2024, giorno della denuncia. L’assistente amministrativa aveva lasciato, come sempre, la borsa nella stanza del protocollo mentre lavorava. A fine turno si era accorta che il portafoglio rosa non c’era più: dentro, oltre ai contanti, c’erano patente, tessera sanitaria, documenti personali, bancomat, badge della scuola e buoni pasto. Poco dopo sul suo cellulare erano arrivate le notifiche della banca per due operazioni mai fatte, una da quasi 30 euro e l’altra da quasi 15, entrambe al bar della stazione di Loreto.
La donna aveva contattato subito il locale, ottenendo i filmati di chi aveva utilizzato la carta. Secondo l’accusa, la persona ripresa sarebbe stata l’imputato. Alcuni colleghi, inoltre, avevano notato un uomo con caratteristiche simili aggirarsi da solo e di fretta nei corridoi della scuola, entrando anche in stanze riservate. L’uomo avrebbe anche chiesto un caffè alla receptionist, senza poterlo ottenere perché privo del codice QR usato da studenti e personale. All’interno dell’istituto, però, nessuna telecamera lo aveva ripreso: un vuoto che ha pesato sull’esito del processo.

1 commento
Una scuola gestita in maniera “allegra”. Possibile mai che un estraneo possa circolare liberamente per corridoi e aule come se nulla fosse, quasi fosse a passeggio per il corso? Non c’è un bidello, un insegnante, un impiegato, un dirigente che non sia accorto di questo soggetto? O è stato preso per uno… studente?