Dopo l’esordio dedicato all’analisi dell’evoluzione della criminalistica e della criminologia, il recanatese Gabriele Accattoli torna in libreria con il suo secondo lavoro, scegliendo questa volta la forma del racconto investigativo.
Il volume, pubblicato da Amazon Edizioni, rappresenta un passaggio naturale per l’autore, forte di una lunga esperienza maturata sul campo. Accattoli è infatti un agente della Polizia di Stato in pensione, che per anni ha prestato servizio presso il Gabinetto di Polizia Scientifica della Questura di Macerata. Un percorso professionale che emerge con forza nelle pagine del libro, dove competenza tecnica e rigore metodologico accompagnano il lettore in una vicenda complessa e profondamente dolorosa.
La storia prende avvio nel gennaio 2017, quando Marco Cestaro, diciassettenne, viene ritrovato agonizzante lungo la massicciata ferroviaria nei pressi di Lancenigo, in provincia di Treviso. Nonostante i soccorsi e il ricovero ospedaliero, il giovane morirà dopo tre giorni, lasciando dietro di sé interrogativi mai chiariti.
Sulla sua morte convivono due verità contrapposte:
da una parte la ricostruzione ufficiale di investigatori e magistratura, che hanno archiviato il caso come suicidio; dall’altra la posizione della famiglia, fermamente convinta che Marco non si sia tolto la vita, ma sia stato vittima di un omicidio.
Il libro ricostruisce la figura di Marco, la sua breve esistenza e l’intero iter investigativo e giudiziario, analizzando nel dettaglio atti, consulenze, richieste e opposizioni presentate dai familiari nella loro costante ricerca della verità.
Ad arricchire il volume, due prefazioni significative: una firmata dalla madre di Marco, Anna Cattarin, e l’altra dal romanziere recanatese Maurice Beraudy, che ha curato anche la revisione del testo.
In questa intervista, Gabriele Accattoli racconta il suo lavoro, il metodo seguito nella ricostruzione dei fatti e le molte zone d’ombra di una vicenda che, a distanza di anni, continua a sollevare domande.

