Avrebbe maltrattato la compagna per quasi due anni, sottoponendola a violenze fisiche e psicologiche, arrivando a colpirla all’occhio con una bottiglia di vetro e a minacciarla di morte. Per questi fatti un uomo di circa 50 anni, residente nel Fermano, è finito a giudizio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati, anche perché alcuni episodi sarebbero avvenuti alla presenza del figlio minore della coppia.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, i fatti contestati si sarebbero verificati tra maggio 2023 e febbraio 2025, tra Potenza Picena, Fermo e Porto San Giorgio. Vittima una donna di 33 anni, all’epoca compagna dell’uomo e madre del loro bambino.
In base alle indagini, poco prima del parto l’uomo avrebbe abbandonato la donna, allontanandosi da casa e spegnendo il telefono per rendersi irreperibile. Dopo la nascita del figlio, le discussioni tra i due sarebbero diventate frequenti e sempre più violente. In più occasioni l’uomo, anche dopo aver abusato di alcol, avrebbe minacciato la compagna e l’avrebbe costretta ad allontanarsi da casa per paura.
In un episodio, l’avrebbe colpita all’occhio sinistro con una bottiglia di vetro, minacciandola poi di «farle nero anche l’altro». In un’altra occasione, nel novembre 2024, l’uomo l’avrebbe minacciata telefonicamente dicendole: «Se porti via il bambino, ti ammazzo».
Secondo l’accusa, avrebbe inoltre tentato di intimidirla sostenendo che, a causa del suo comportamento, gli assistenti sociali le avrebbero tolto il figlio.
L’ultimo episodio contestato risalirebbe al 19 febbraio 2025, quando l’uomo avrebbe colpito la donna con una violenta testata mentre si trovavano a Porto San Giorgio. Dopo quell’aggressione la vittima sarebbe riuscita ad allontanarsi definitivamente, ma l’uomo avrebbe continuato a mantenere atteggiamenti aggressivi e minacciosi.
Ieri in tribunale a Macerata si è svolta l’udienza preliminare davanti al giudice Francesca Preziosi e al pubblico ministero Enrico Riccioni. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Guido Sollini, ha chiesto un rinvio per poter esaminare gli atti.
Il giudice ha disposto il rinvio dell’udienza al 27 maggio.
