Un percorso di riflessione, partecipazione e responsabilità. È questo il senso profondo delle iniziative promosse dalla Scuola secondaria di primo grado “Patrizi” in occasione della Giornata della Memoria, raccontate pubblicamente dalla sindaca della Scuola Giulia Corradini Flamini insieme alla sua Giunta. Arrivati al terzo anno, le studentesse e gli studenti hanno voluto interrogarsi sul significato delle attività svolte negli anni il 27 gennaio. Non solo una ricorrenza, ma un’esperienza educativa capace di lasciare tracce concrete.

Non si è trattato soltanto di ricordare una data o di ripercorrere eventi del passato – hanno spiegato – ma di creare uno spazio collettivo di ascolto e responsabilità”. La memoria, per le alunne e gli alunni della “Patrizi”, non è rimasta confinata alle pagine dei libri di storia. Attraverso testimonianze, letture e momenti di confronto, è diventata occasione per riflettere su come odio, indifferenza e negazione dei diritti possano nascere anche da piccoli gesti o silenzi. Un percorso che ha rafforzato nelle ragazze e nei ragazzi la consapevolezza del valore della dignità umana, della libertà e della solidarietà.

Fulcro dell’edizione di quest’anno è stata la lettura del testo autobiografico di Edith Bruck, Il pane perduto. Un’opera intensa che racconta, tra le altre immagini, quella del pane impastato dalla madre dell’autrice la notte della cattura della famiglia: un gesto semplice, carico di cura e speranza, spezzato dalla violenza della persecuzione. Un simbolo potente della perdita improvvisa di ciò che rende umana la quotidianità. Il 26 gennaio tutte le classi dell’Istituto hanno incontrato Edith Bruck in collegamento online: un momento denso, emozionante e profondo, che ha consentito agli studenti di confrontarsi direttamente con la voce di una delle ultime testimoni della Shoah, rafforzando il legame tra studio e testimonianza viva.

Dopo la lettura di alcuni brani, tutte le classi sono state coinvolte in un’attività di scrittura e riflessione: ciascuno studente è stato invitato a indicare ciò che non vorrebbe mai perdere, ciò che considera essenziale per la propria vita e identità. Sono stati inoltre approfonditi alcuni passaggi significativi del libro, tra cui la scelta di Edith Bruck di non stabilirsi in Israele, motivata dal rifiuto della violenza e da una visione critica dei conflitti contemporanei. Un’occasione per collegare memoria e attualità, passato e responsabilità del presente. Il percorso si è ampliato con l’analisi dei principali documenti sui diritti umani.

L’iniziativa, si è arricchita anche delle parole di Nedo Fiano, deportato ad Auschwitz, rivolte ai giovani: la libertà è un bisogno insopprimibile e saranno proprio le nuove generazioni ad avere il compito di difenderla e preservarla. Al termine delle attività, le studentesse e gli studenti hanno attraversato simbolicamente un corridoio trasformato in “cantiere dei diritti”: delimitato dal nastro bianco e rosso dei lavori in corso, riportava sulle pareti articoli fondamentali tratti dalle carte studiate in classe. Un passaggio volutamente evocativo: i diritti non sono acquisizioni definitive, ma richiedono conoscenza, tutela e impegno costante.

La sezione musicale dell’Istituto ha dato un contributo significativo alle celebrazioni. Nella mattinata del 27 gennaio, nell’atrio della scuola, l’orchestra della “Patrizi” ha eseguito tre brani, uno dei quali accompagnato dal coro. Le classi prime e seconde dell’indirizzo musicale hanno interpretato anche Auschwitz di Francesco Guccini, in un momento particolarmente intenso e partecipato. Nel pomeriggio del 27 gennaio, l’orchestra si è esibita nuovamente in Aula Magna del Comune di Recanati, accompagnando l’evento promosso dall’Istituto Storico di Macerata e dall’Anpi di Recanati, alla presenza degli assessori Pelati e Pergolesi.

Un’occasione di forte valore civico che ha visto la scuola dialogare con la città, nel segno della memoria condivisa. “Il cantiere dei diritti non può mai dirsi concluso”, hanno sottolineato le ragazze e i ragazzi, ribadendo come memoria, studio e responsabilità quotidiana siano strumenti indispensabili per non smarrire la bussola della dignità e della libertà. Alla scuola “Patrizi” la Giornata della Memoria si è così trasformata in un’esperienza educativa viva e strutturata nel tempo, capace di intrecciare storia, coscienza civile e impegno per il futuro lungo tutto il percorso formativo dell’Istituto comprensivo, in continuità con le classi della scuola Primaria.

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