C’è chi vive le Olimpiadi davanti alla televisione e chi, invece, sceglie di farne parte in prima persona. È il caso del recanatese Emilio Romoli, 80 anni il 15 giugno prossimo, volontario selezionato per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, che il prossimo febbraio sarà impegnato tra Milano e Cortina d’Ampezzo in uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo.


Romoli è tra i volontari presenti alla cerimonia di inaugurazione del 6 febbraio a San Siro, un incarico tutt’altro che scontato. «Saremo in pochi – racconta – ed è una grande soddisfazione essere stato scelto tra migliaia di candidature e unico a rappresentare la città di Recanati». In totale, infatti, i volontari previsti per Milano-Cortina saranno circa 20mila, distribuiti tra le numerose sedi olimpiche. Ma solo una parte ristretta prenderà parte all’apertura ufficiale, seguita da milioni di spettatori in tutto il mondo.

Il volontariato, per Emilio Romoli, non è una novità. Anni addietro ha organizzato e gestito il Convivio la mensa per i poveri e gli orti sociali oltre a fare la comparsa nel film il Giovane Favoloso di Mario Martone. Impegnato infine, sempre come volontario nelle competizioni di golf, dove presta servizio regolarmente.

Quando ha visto online l’annuncio di Milano Cortina, ha deciso di candidarsi. Da lì è iniziato un percorso tutt’altro che semplice: corsi di formazione online, lunghi e impegnativi, con test finali obbligatori, necessari per essere selezionati e preparati agli elevati standard richiesti dall’organizzazione olimpica. Una preparazione che non è solo teorica. Romoli ha già avuto un primo assaggio del clima olimpico partecipando, il 29 e 30 novembre, come volontario ai Campionati mondiali juniores di speed skating alla Fiera di Milano.

È lì che ha ricevuto la conferma ufficiale del suo ruolo nei Giochi. Durante le Olimpiadi, il suo compito sarà delicato: opererà nell’area riservata agli atleti, non al pubblico. «Dovremo controllare accessi, permessi e spostamenti delle squadre – spiega – per garantire sicurezza e prevenire qualsiasi rischio».

Essere volontari olimpici, però, significa anche mettere in conto sacrifici personali ed economici. Le spese di viaggio, vitto e alloggio sono a carico dei volontari, fatta eccezione per i pasti durante i turni di servizio. «È un impegno vero – sottolinea Romoli – ma la soddisfazione di vivere le Olimpiadi da dentro ripaga tutto».

In cambio, oltre all’esperienza, i volontari ricevono una divisa completa di 17 capi, dalle scarpe allo zaino, che rimane a loro come ricordo, anche se non può essere rivenduta.

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