Un appuntamento inserito nell’ambito delle giornate culturali autogestite dagli studenti è finito al centro di un dibattito politico nazionale. Si tratta di un incontro dedicato al conflitto nell’Est Europa, ospitato nei giorni scorsi nella sede di via Aldo Moro del liceo classico “Giacomo Leopardi” di Recanati, ora oggetto di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

L’iniziativa, organizzata in modalità online, ha visto la partecipazione dei giornalisti Vincenzo Lorusso e Andrea Lucidi, invitati a raccontare la propria esperienza professionale nelle aree del Donbass. L’appuntamento rientrava nel programma delle attività culturali gestite direttamente dagli studenti e ha coinvolto un numero limitato di partecipanti, senza rappresentare quindi un’iniziativa estesa all’intera comunità scolastica.

L’incontro è stato promosso attraverso il circuito informativo International Reporters, realtà che alcune organizzazioni internazionali impegnate nella tutela della libertà di stampa indicano come vicina alle posizioni del governo russo.

A sollevare la questione è stata la deputata di Azione Federica Onori, che ha chiesto al Ministero di verificare il valore didattico dell’iniziativa e le modalità con cui è stata proposta agli studenti. Secondo la parlamentare, eventi dedicati a scenari geopolitici complessi dovrebbero prevedere il confronto tra punti di vista differenti, così da garantire una lettura equilibrata dei fatti.

Nell’atto ispettivo viene evidenziata la necessità che la scuola continui a rappresentare un luogo di formazione al pensiero critico e al pluralismo informativo, soprattutto quando si affrontano temi legati ai conflitti internazionali.

Uno dei relatori, il reporter Andrea Lucidi, ha commentato pubblicamente l’esperienza, spiegando di aver illustrato agli studenti il lavoro del corrispondente di guerra e di aver condiviso testimonianze raccolte durante la permanenza nelle aree interessate dal conflitto, rispondendo alle domande dei partecipanti.

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1 commento

  1. Luca Falzetti on

    L’italico vezzo di tenere il piede in due scarpe, perchè non si sa mai. Sull’Ucraina c’è poco da spaccare il capello in quattro: c’è stato un aggressore che si chiama Russia e c’è stato un aggredito che si chiama Ucraina. Le ragioni sono chiare a tutti perchè dichiarate fin dall’inizio e cioè che la Russia di Putin considera l’Ucraina suo territorio, com’era nella vecchia URSS.
    Queste ipocrisie dei politicanti italiani, che sdi affidano a trucchetti burocratici per colpire chissà chi (ispezione ministeriale contro il dirigente scolastico?) fanno venire meno quei principi di libertà e democrazia che sono il fondamento del nostro Paese.

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