Sono 696 gli elettori chiamati al voto domenica 15 marzo per il rinnovo del presidente della Provincia di Macerata. Non saranno i cittadini a scegliere il nuovo vertice dell’ente, ma sindaci e consiglieri comunali in carica nei Comuni del territorio: si tratta infatti di elezioni di secondo livello, come previsto dalla riforma delle Province. E’ una consultazione meno visibile rispetto alle elezioni tradizionali, senza il consueto battage mediatico, ma tutt’altro che priva di tensioni politiche. Anche questa volta, infatti, le trattative tra i partiti si sono rivelate complesse e non sono mancati momenti di frizione.
Le candidature devono essere formalizzate entro lunedì alle 12 e il quadro appare ormai delineato, anche se nel segreto dell’urna non sono esclusi colpi di scena.
Per il centro destra la scelta è caduta su Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina: considerando che nel Maceratese la stragrande parte dei Comuni è guidata dal centrodestra, sembra poter essere la scelta vincente. Per il centro sinistra a scendere in campo è Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno
Una partita che, pur lontana dai riflettori delle urne popolari, avrà un peso significativo negli equilibri istituzionali e politici del territorio provinciale.
Chi vota e chi può essere eletto
Fanno parte del territorio provinciale 55 Comuni, ma dalle operazioni di voto deve essere escluso Muccia, commissariato dall’estate scorsa. La popolazione complessiva considerata ai fini elettorali, quindi, è di 304.163 abitanti. Gli amministratori in carica – tra sindaci e consiglieri – sono complessivamente 696.
Possono essere eletti presidente soltanto i sindaci in carica. Gli eleggibili sono 53: oltre a Muccia, infatti, non rientra nel conteggio il Comune di Montecassiano, il cui sindaco Leonardo Catena è decaduto dopo l’elezione in Consiglio regionale nelle fila del Partito democratico.
Le candidature dovranno essere presentate domenica, dalle 8 alle 20, e lunedì, dalle 8 alle 12. Le operazioni di voto si svolgeranno invece domenica 15 marzo, dalle 8 alle 20, nell’unico seggio allestito nella sala consiliare della Provincia. Scrutinio e proclamazione sono previsti per lunedì 16 marzo.
Il voto ponderato: come funziona
Ogni elettore potrà esprimere un solo voto, ma si tratta di un voto “ponderato”: il suo peso varia in base alla fascia demografica del Comune di appartenenza. Più grande è il Comune, maggiore sarà il valore del singolo voto.
Questa la suddivisione:
- Fascia A (azzurra) – Comuni fino a 3.000 abitanti: 30 Comuni, 325 elettori
- Fascia B (arancione) – Comuni tra 3.000 e 5.000 abitanti: 7 Comuni, 91 elettori
- Fascia C (grigia) – Comuni tra 5.000 e 10.000 abitanti: 9 Comuni, 120 elettori
- Fascia D (rossa) – Comuni tra 10.000 e 30.000 abitanti: 6 Comuni, 102 elettori
- Fascia E (verde) – Comuni tra 30.000 e 100.000 abitanti: 2 Comuni, 58 elettori
Il meccanismo di calcolo prevede che il totale della popolazione di ciascuna fascia venga diviso per la popolazione complessiva della provincia. Il valore percentuale ottenuto viene poi suddiviso per il numero di elettori della fascia, arrotondato alla terza cifra decimale e quindi moltiplicato per mille: ne deriva il peso effettivo attribuito a ciascun voto.
