Il presidente della Fondazione Ircer di Recanati, Riccardo Ficara Pigini, torna a parlare del futuro dell’ex complesso delle Clarisse di Castelnuovo, edificio storico nel cuore del quartiere, da anni in attesa di un progetto di recupero. Oggi metà dell’immobile, la parte più antica e mai ristrutturata, è completamente crollata.
«Le Clarisse sono un simbolo di Recanati – spiega – un luogo che racconta la nostra storia e che potrebbe diventare un’opportunità di rilancio per Castelnuovo e per tutta la città». Tuttavia, senza finanziamenti straordinari – come fondi europei, regionali o nazionali destinati alla cultura e ai beni storici – per la Fondazione è impossibile sostenere un intervento così impegnativo con le proprie risorse.
La priorità degli Ircer resta infatti l’attività sociosanitaria, che assorbe quasi tutte le energie e i fondi disponibili. «Siamo favorevoli alla valorizzazione, ma dobbiamo essere realistici», sottolinea il presidente. Le Clarisse, aggiunge, non sono solo un edificio da sistemare, ma un pezzo dell’identità collettiva che potrebbe ospitare attività culturali, sociali e formative, se recuperato.
Il sogno della Fondazione è riqualificare il complesso, ma al momento i costi sono troppo elevati. Intanto cresce il bisogno di posti letto: nel distretto ci sono tra le 50 e le 60 persone in lista d’attesa, segno di una popolazione sempre più anziana. «Una volta queste liste non esistevano, oggi sono il riflesso di una società che invecchia», osserva Ficara Pigini.
Infine, c’è anche il tema delle piccole case rurali di proprietà della Fondazione, molte delle quali abbandonate. Una possibile strada potrebbe essere quella di verificare l’interesse di privati, anche stranieri, disposti a investire per ristrutturarle, attratti dal territorio marchigiano.
