L’aula consiliare di Porto Recanati ha riacceso il dibattito sul futuro del mattatoio di Villa Potenza, storicamente gestito dalla società pubblica Cemaco S.p.A. e, negli ultimi vent’anni, dal consorzio Cozoma. A sollevare la questione è stato il gruppo consiliare del Centrodestra Unito, che ha contestato al sindaco Michelini la sottoscrizione di una nota con altri primi cittadini della provincia in cui si dichiarava la disponibilità del Comune a “partecipare anche finanziariamente” a una possibile ripresa dell’attività del mattatoio, nell’ottica di sostenere l’economia del territorio.
Secondo il consigliere Ubaldi, la presa di posizione del sindaco rappresentava un atto politicamente grave, soprattutto considerando la storia dei rapporti tra Porto Recanati e Cemaco. In aula, Ubaldi ha evidenziato che Michelini ha poi chiarito come le sue dichiarazioni fossero solo una manifestazione di disponibilità a valutare un eventuale contributo economico, senza alcun impegno di spesa né atto amministrativo concreto: “Parole in libertà di un sindaco che nel suo territorio non ha neanche un bove o una mucca da macellare e che guida un Comune che da oltre 10 anni intende uscire dal Cemaco”, ha sottolineato Ubaldi.
La gestione del mattatoio coinvolge, oltre alla Provincia, anche altri Comuni: Macerata (con una quota del 68%), Recanati, Tolentino, San Severino, Treia, Appignano, Caldarola, Montecassiano, Montefano, Montelupone e Porto Recanati. La vicenda affonda le radici nel 1992, con la nascita di Cemaco S.p.A. per servire oltre 600 aziende zootecniche della provincia di Macerata e del centro-sud Marche. Dopo anni di bilanci in perdita, il consorzio Cozoma aveva rilevato la gestione, ma nel marzo 2025 ha sospeso le attività, incapace di sostenere i costi, lasciando in sospeso il futuro della macellazione nella zona.
La nota firmata dai sindaci dei Comuni soci del mattatoio, quindi, ha suscitato la contestazione del Centrodestra, che ha accusato Michelini di incoerenza politica rispetto alla storica volontà di uscire dalla società e di aver espresso una disponibilità economica ridimensionata, vista più come un “pour parler” che come un vero atto amministrativo.



2 commenti
Signora, attenta a non darsi la zappa sui… piedi. Se è vero che da oltre 10 anni Porto Recanati intende uscire dal consorzio, cosa le ha impedito di farlo quando lei era sindaca? Ai cittadini servirebbe saperlo.
Ma perchè non cambia la fotografia e ne mette una meno arcigna?