Missili e droni che continuano a cadere, sirene che interrompono la vita quotidiana e famiglie costrette a correre nei rifugi. È questa la realtà che si vive oggi in Israele. Per raccontarla senza filtri ho intervistato la giornalista e scrittrice Deborah Fait, collaboratrice del sito Informazione Corretta, da anni impegnata a spiegare il Medio Oriente dal punto di vista di chi vive sul campo.

Nell’intervista Deborah Fait descrive la situazione nel Paese mentre la guerra continua e l’allerta resta costante. Nonostante la vita debba andare avanti, gli israeliani convivono quotidianamente con il rischio di attacchi missilistici e con la necessità di raggiungere in pochi secondi i rifugi antiaerei quando scattano le sirene.

Tra i temi affrontati anche il clima politico e mediatico internazionale, le accuse rivolte a Israele e la percezione – diffusa tra molti cittadini israeliani – di combattere una guerra spesso in solitudine. Si parla inoltre del ruolo dell’Iran nel conflitto e del simbolico “conto alla rovescia” installato a Teheran che annunciava la distruzione di Israele entro il 2040, diventato negli anni uno dei simboli dell’ostilità del regime iraniano verso lo Stato ebraico.

Nel corso della conversazione si affrontano anche questioni più ampie: la propaganda nel conflitto, la narrazione dei media occidentali, il rapporto tra Israele e gli Stati Uniti e le speranze – ma anche le paure – per il futuro del Medio Oriente.

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4 commenti

  1. Luca Falzetti on

    Di nuovo il vittimismo di questa donna, che evidentemente ha perso qualsiasi senso della realtà e si lancia in ricostruzioni e analisi figlie di una cultura teocratica sionista, che si sta rivelando tra le più guerrafondaie del mondo. Il suo presidente si vanta di aver lui e non il sodale Trump ad aver scatenato la guerra contro l’Iran e addirittura, sfacciatamente, rivendica il diritto a distruggere il sud del Libano come ha fatto con la Striscia di Gaza (72.000 MORTI!), arrivando fino a Beirut. E intanto si dimentica ciò che avviene in Cisgiordania.
    E noi dobbiamo sentir parlare di “disinformazione”?

  2. persona vergognosa.
    inconmentabile ciò che dice!!!
    vergogna alla radio che fa parlare…ma non tutti …
    questa per esempio dovrebbe non poter parlare!

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