Il tema della giustizia torna al centro del dibattito pubblico dopo il recente referendum, ma al di là dello scontro politico resta una questione di fondo: quanto il sistema giudiziario italiano è davvero conforme ai principi costituzionali?

In questa intervista, il professor Franco Battaglia propone una lettura critica e approfondita di uno dei punti più discussi: l’effettiva terzietà del giudice. Secondo Battaglia, la mancata separazione tra le carriere di magistrati requirenti e giudicanti e il funzionamento concreto dei processi rischiano di compromettere un principio cardine dello Stato di diritto, quello dell’imparzialità.

Partendo dall’esito referendario e dalle reazioni del mondo politico e giudiziario, l’analisi si allarga a un quadro più ampio: il rapporto tra giustizia e Costituzione, le riforme avviate e mai compiute, e le conseguenze che, nel tempo, si riflettono sui diritti dei cittadini. Battaglia richiama anche dati e casi concreti per sostenere la sua tesi, sottolineando come il problema non sia episodico, ma strutturale.

Ne emerge un confronto diretto, a tratti provocatorio, che solleva interrogativi cruciali: può esistere un processo equo senza un giudice realmente “terzo”? E cosa accade quando, secondo questa lettura, i principi costituzionali restano solo sulla carta?

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