Dopo anni di abbandono e degrado, si apre una nuova fase per alcune delle strutture alberghiere simbolo di Loreto. Tra queste, lo storico Bellevue & Marchigiano, noto anche per aver ospitato negli anni Cinquanta Fausto Coppi e la celebre “Dama Bianca”, è stato ceduto tramite trattativa privata. Secondo indiscrezioni, sarebbe passata da un imprenditore di Osimo a una società immobiliare marchigiana, anche se i dettagli economici dell’operazione non sono stati resi noti.

Negli ultimi giorni si è sbloccata anche la situazione dell’hotel Loreto, situato in corso Boccalini, aggiudicato all’asta da una società ungherese per oltre 425mila euro. I nuovi proprietari avrebbero già avviato un dialogo con il Comune per definire un progetto di riqualificazione.

Per il sindaco Moreno Pieroni si tratta di un segnale incoraggiante: investimenti che lasciano intravedere prospettive di rilancio e riqualificazione del comparto ricettivo. L’obiettivo è rafforzare il turismo religioso affiancandolo a quello culturale, puntando anche sulla destagionalizzazione.

In questa direzione si inserisce il progetto “Loreto città congressuale”, da sviluppare in collaborazione con la Delegazione Pontificia, considerata un partner strategico per il futuro della città. Intanto, anche i numeri mostrano segnali di ripresa: nel 2025 si sono registrati circa cinquemila pullman, un milione e 800mila arrivi e centomila pernottamenti.

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1 commento

  1. Guglielmo Papa on

    Le favole del Pieroni spuntano a ogni occasione, in particolare si moltiplicano in questo periodo elettorale che lo vede promettere a destra e manca anche l’impossibile. I dati però lo mettono in crisi, perchè di fronte al vantato milione e 800 mila arrivi, ci sono i miseri centomila pernottamenti (chissà poi come calcolati, visto che qui quasi nessuno paga la tassa di soggiorno!). Dimostrazione inequivocabile che il tanto celebrato “turismo religioso” altro non è che il tradizionale turismo “mordi e fuggi” di un giorno, con le consuete gite organizzate in primavera e in autunno.
    Ridicolo poi parlare del “turismo congressuale”, altra formuletta da fiera di paese, che però deve fare i conti con fattori specifici, a iniziare dalla ricettività (leggi: alberghi) da mettere a disposizione di eventuali congressisti e che non possono essere certi “bad and breakfest” da quattro-cinque posti letto ciascuno, dove non danno neanche la colazione!
    Quanto ai due vecchi alberghi acquistati, c’è da sperare solo che davvero vengano riqualificati e ammodernati come alberghi e non nascondano una speculazione edilizia con la trasformazione in appartamenti.

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